Riello, fissato un primo confronto I sindacati: l’azienda azzeri tutto

Giovedì, in Confindustria, il vertice tra il gruppo Carrier e i rappresentanti dei lavoratori di Villanova Tersigni (Cgil): chiederemo di ritirare licenziamenti e trasferimenti. Cantò: per il paese è un dramma
CEPAGATTI. Continua il presidio davanti ai cancelli della Riello Spa di Villanova di Cepagatti. Così come preannunciato da lavoratori e sindacati, ad oltranza: due ore la mattina, dalle 10.30, e due il pomeriggio, dalle 14.30, sino a quando non si avranno risposte certe sul futuro dei dipendenti, a cui è stato annunciato il licenziamento (per 71) o il trasferimento (per 19). Ieri mattina, proprio durante il sit in, è arrivata la notizia che giovedì prossimo ci sarà «l’esame congiunto», nella sede di Confindustria, con l'azienda (che appartiene al gruppo Carrier global corporation). Un incontro a cui parteciperanno tutte le parti interessate, da parte dei lavoratori, e quindi organizzazioni sindacali e Rsu. «In quella sede», fa presente Alessandra Tersigni, segretario generale della Fiom Cgil di Pescara, «ribadiremo ai rappresentanti della società che devono ritirare l'intera procedura. La nostra posizione non cambia di una virgola. Non si contratta. Aspettiamo inoltre di avere novità dalla Regione, ma anche dal Mise. Due giorni fa, abbiamo fatto partire la richiesta alla Regione di un tavolo e ieri analoga richiesta è stata inoltrata al Mise».
A chiedere la convocazione urgente di un tavolo regionale di lavoro è anche il vice presidente del Consiglio, Domenico Pettinari, che ieri ha inviato una lettera al governatore Marco Marsilio e agli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive, Pietro Quaresimale e Daniele D'Amario. Considerando che la procedura di licenziamento si dovrebbe concludere entro 75 giorni, Pettinari rivolge un appello affinchè si affronti subito la questione e, attraverso il tavolo, si «induca la proprietà a revocare la procedura di licenziamento e riconsiderare la possibilità di continuare la produzione nella regione Abruzzo. Il nostro territorio», sottolinea, «già di per sé privo di grandi siti industriali e con un commercio in ginocchio, all'indomani della chiusura anche dello stabilimento della Riello di Villanova si troverebbe ancora una volta a fare i conti con nuclei familiari in forte sofferenza e difficoltà economica, in un momento ancor più delicato in cui si intersecano apprensioni per la salute e per la mancanza di lavoro».
A sollecitare interventi immediati è anche il sindaco Gino Cantò che, sin dall'inizio, sta seguendo la vertenza e ha partecipato al presidio.
«La situazione», dice, «è gravissima. L'assessore Quaresimale ha già chiesto un tavolo nazionale. Speriamo di avere risposte. Qui ci sono 71 famiglie sul lastrico. Quella dell'azienda è una decisione che non si può tollerare. Prima sono stati rimandati a casa gli interinali e adesso di colpo si vuole eliminare uno stabilimento che da 40 anni è presente sul territorio. Dai tre turni di lavoro che si facevano, da un giorno all'altro, si è passati ai licenziamenti e alla delocalizzazione, trasferendo tutto in altre sedi e in Polonia. E ciò», continua il sindaco amareggiato, «non per problemi di produzione, ma per ridurre il costo del lavoro. Questa è purtroppo la verità. In quello stabilimento che oggi si vuole chiudere, lavorano anche persone prossime alla pensione. È un vero dramma per Cepagatti e per l'intera zona. L'Abruzzo è messo male: basti pensare anche a quello che sta succedendo alla Brioni. Speriamo che il presidente Marsilio e l'assessore Quaresimale possano fare qualcosa. La scorsa settimana, su nostra sollecitazione, Quaresimale ha chiesto l'intervento del governo. È il momento di farsi sentire». L'azienda, da parte sua, ribadisce che il proprio obiettivo è quello di «ottimizzare gli asset industriali per contribuire a posizionare la Riello Spa in un mercato globale sempre più competitivo».

