Riello, Marsilio scrive al ministro: «Serve l’intervento del Governo»

17 Settembre 2021

Il presidente della Regione a Giorgetti: «Vanno individuate alternative alla chiusura dell’azienda» E in attesa del tavolo romano, oggi lavoratori e sindacati in assemblea per decidere nuove proteste

CEPAGATTI. «Convocare quanto prima un tavolo di confronto tra le parti sociali, la proprietà aziendale e le istituzioni locali». È la richiesta del presidente della Regione Marco Marsilio al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sulla vertenza Riello dopo l’annuncio di chiusura dello stabilimento di Villanova di Cepagatti, con 71 licenziamenti e 19 trasferimenti al nord Italia. Un appello che parte all’indomani della riunione con la Regione che ha offerto «tutti gli strumenti necessari per comporre la vertenza», ma l’azienda non ne ha voluto sapere e ha respinto qualsiasi tipo di sostegno. Con una lettera, Marsilio ha chiesto a Giorgetti di «intervenire» per convocare un tavolo ministeriale, sollecitato già da più parti, augurandosi che venga «compiuto ogni sforzo per individuare soluzioni alternative alla chiusura, nell’ottica di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, in considerazione dell’importanza che lo stabilimento riveste per il territorio».
«Lascia fortemente attoniti», scrive Marsilio, «che l’azienda non si trovi in difficoltà ma sembri attraversare un periodo florido, il che rende ingiustificabile la decisione» di chiudere che sta «provocando grande sconcerto tra i dipendenti». L’auspicio di Marsilio è che «il Governo faccia sentire il proprio peso» sulla Riello affinché mantenga un «comportamento più rispettoso nei confronti del territorio e delle istituzioni e più aderente ai principi di responsabilità sociale che devono caratterizzare le relazioni sindacali».
«Il tavolo nazionale di confronto richiesto dal presidente, va convocato sollecitamente», sottolinea da Cepagatti l’assessore Liliana D’Innocente. A Villanova, intanto, è in programma per oggi (secondo giorno di sciopero) un’assemblea con i sindacati per decidere come proseguire la protesta. Si pensa «di organizzare delle iniziative a Pescara», annuncia Alessandra Tersigni, «ci rivolgeremo al prefetto e attendiamo che i rappresentanti della Regione si incatenino con noi, come hanno annunciato» due giorni fa. «La Lega governa l'Abruzzo e ha anche il ministro competente al governo», dice Corrado Di Sante dal Partito della Rifondazione comunista. «Veda di fare qualcosa per salvare i posti di lavoro della Riello». A Giorgetti si rivolge anche Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) che chiede di «impedire che un territorio così fragile socialmente diventi un vero e proprio deserto produttivo». «Dopo mesi di latitanza, il Mise», sostiene il deputato abruzzese Andrea Colletti (L'Alternativa C'è), «dovrebbe prendere voce a difesa dei lavoratori e delle imprese».