Rifiuti bruciati, ora il palazzo è a rischio

Il degrado in via Lazio. Maragno si appella al prefetto: «Troppi roghi, servono controlli sulla stabilità dell’edificio»
MONTESILVANO. Negli scantinati ci sono i liquami con l’immondizia che galleggia nella melma, in cima al palazzo ci sono i rifiuti bruciati lungo le scale di emergenza. In mezzo una quarantina di famiglie, abusivi che non si nascondono e alloggi murati perché il degrado di quegli appartamenti è troppo e da due anni non si possono assegnare alle persone che aspettano una casa. Benvenuti in via Lazio 61, palazzo simbolo dell’abbandono. Sette piani davanti al mare con il dono dell’extraterritorialità: il fabbricato si trova a Montesilvano ma è di proprietà del Comune di Pescara, 59 appartamenti – 44 assegnati legittimamente –, e di tre privati. C’è anche una piscina, privata, sprofondata nel degrado.
Un casermone che cade a pezzi. Guardando avanti si vede il mare, alzando la testa si vede il cemento che si stacca, girando la testa a destra e sinistra ci sono anche i cumuli di rifiuti, gli ascensori fuori uso, le, i muri imbrattati e con i fili della corrente scoperti.
Dopo la paura per le crepe di due anni fa quando il Comune ha emanato un’ordinanza di sgombero, adesso, l’ emergenza è la spazzatura incendiata. Materassi, armadi, secchi pieni di vestiti: da queste parti non si butta via quasi niente perché si brucia quasi tutto. E accade lungo le due scale di emergenza che, ormai, sono murate e bloccate anche con le grate di ferro: in caso di incendio, i residenti sarebbero topi in gabbia.
Nelle ultime tre settimane sono scoppiati due incendi con i vigili del fuoco costretti a intervenire con due squadre, da Pescara e da Montesilvano, per evitare che le fiamme attaccassero anche gli appartamenti al 6° e 7° piano. L’ultimo rogo, lunedì scorso, è stato il più grave di tutti e ha messo a rischio anche la stabilità della scalinata.
Il sindaco Francesco Maragno ha chiesto aiuto al prefetto di Pescara Francesco Provolo: «Il perdurante stato di criticità in cui versa l’immobile», dice la lettera, «e la necessità di verifiche per la sua idoneità statica e per le carenze igienico sanitarie impongono un intervento impellente e non più procrastinabile». Maragno ha firmato un’ordinanza per convocare una riunione «con tutti i principali soggetti responsabili della palazzina. Ci auguriamo che tutti i soggetti coinvolti rispondano con celerità». Ma il sindaco si appella anche ai residenti: «È necessario che siano proprio i cittadini che vivono nella zona a rispettare il loro quartiere e a non danneggiare ulteriormente l’ambiente compromettendo la qualità della loro stessa vita, continuando a trattare il cortile e lo stabile come delle vere e proprie discariche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

