Rifiuti, captazioni e pesca abusiva «Vigilare sul fiume»

22 Giugno 2018

L’associazione Nuovo Saline testimone quotidiano di reati: «Totale assenza di controlli, occorre pattugliare il territorio»

MONTESILVANO. Un’ordinanza firmata dal sindaco Maragno, risalente all’aprile del 2016, vieta «a scopo precauzionale» la pesca e la balneazione, nonché «il prelievo e l’utilizzo a scopo irriguo delle acque del fiume Saline dalla discarica di Villa Carmine alla foce». Ordinanza che, sottolinea Gianluca Milillo dello staff tecnico-ambientale dell’associazione Nuovo Saline, viene «disattesa per la totale assenza di vigilanza».
Sulla strada del Lungofiume spiccano, tra la vegetazione, cartelli con il divieto di scarico di rifiuti. Al di sotto di questi, però, sono ammucchiati diversi tipi di materiali. Ci sono elettrodomestici, bidoni di olio esausto, pneumatici di automobili, rifiuti industriali. Materiali di ogni tipo, abbandonati, che rendono la zona una discarica a cielo aperto. «Sul Saline non servono nuove leggi, ma vedere operare ciò che manca: una qualificata e rigida azione di vigilanza tesa a prevenire e reprimere i crimini ambientali che piagano il fiume», dichiara Milillo. «Dalle nostre analisi e monitoraggi, risulta che l’80% dei crimini ambientali avviene nel territorio di Montesilvano, mentre i restanti sei Comuni del bacino Tavo-Fino-Saline, contribuiscono tutti insieme solo per il 20%. Come associazione siamo presenti quotidianamente, e possiamo testimoniare come l’accesso verso l’ex discarica di Villa Carmine e la totale assenza di vigilanza siano la principale causa del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. A questo si aggiunge il bracconaggio, perlopiù di matrice straniera, a danno della fauna ittica». Milillo sottolinea la presenza di «greggi al pascolo sotto la ex discarica, l'utilizzo delle acque per uso irriguo e la pesca incontrollata, nonostante i divieti. Da anni denunciamo questi reati, ma senza vedere, se non in rarissimi casi, la presenza di azioni di intervento. Inoltre, pur essendo presenti sul territorio e dotati delle qualità accademiche necessarie, non possiamo essere ammessi a creare un servizio autonomo di vigilanza ambientale». I punti più critici, precisa, sono quelli lungo le strade carrabili, facilmente accessibili. «L’attuale amministrazione è quella che ha fatto di più per la bonifica», conclude Milillo «ma le ordinanze continuano a non essere rispettate. Occorre pattugliare il territorio».