Rifiuti e siringhe sulla pista ciclabile

12 Novembre 2015

Pescarabici denuncia degrado e incuria sul lungofiume sud Piccole discariche si alternano a panchine e cestini divelti

PESCARA. Degrado e incuria sulla pista ciclabile del lungofiume sud, dal ponte di ferro della ex ferrovia fino allo stabilimento della Fater. Una pista lunga circa 2 chilometri, paesaggisticamente bellissima: una sorpresa per chi non abbia ancora modo di percorrerla, ma con i segni inequivocabili dell’abbandono.

Fin dall'inizio, nel tratto ancora asfaltato e che corre parallelamente all'Asse attrezzato, la vegetazione occupa mezza corsia, proprio per la mancata manutenzione ordinaria. Panchine e cestini divelti, e, concentrata in un'area ben definita, una coltre di siringhe monouso che tappezzano un tratto di marciapiede: sembra che stiano lì da molto tempo.

Più avanti, a mano a mano che il paesaggio fluviale autunnale si fa suggestivo, la pavimentazione si fa più incerta, svaniscono i pali dell'illuminazione e i cavi elettrici, con il loro prezioso contenuto di rame. Compaiono invece piccoli cumuli di rifiuti, per lo più inerti, e corrugati di plastica. Sebbene ci sia traccia di un recente intervento di ripristino di alcune parti del tracciato, crollato dopo l'esondazione del fiume, nulla ha impedito l'aggressione ripetuta da parte di incivili ignoti e anche il deposito, all'altezza del canile, di camionate di rifiuti di ogni tipo, da inerti a ingombranti, da elettrodomestici a cavi elettrici. Eppure, alcuni scorci di questo improbabile asse cicloviario che corre lungo il fiume lasciano stupiti, per la bellezza degli scorci, i colori dell'acqua, la varietà della vegetazione. Un ambiente straordinario, a qualche chilometro dal traffico della città. Per tanti cittadini, potendo percorrere questo tracciato in bicicletta, ma anche facendo footing o passeggiando, potrebbe costituire una bella occasione di svago e divertimento e anche una opportunità di conoscenza dell'ambiente fluviale, che viene visto da una prospettiva diversa da quella che abitualmente i pescaresi vedono, affacciandosi da uno dei ponti della città.

«Noi di Pescarabici», sostiene Laura Di Russo, presidente Fiab, «denunciamo questo stato di cose, e non per la prima volta, alle istituzioni, ai cittadini, alle autorità preposte, per un immediato ripristino dei luoghi e perché successivamente si attivi una procedura di ordinaria manutenzione. Ma vogliamo rilanciare: pensiamo sia arrivato il momento di fare di quel percorso il fiore all'occhiello del parco fluviale. Non solo ripristino, dunque, ma valorizzazione di un tracciato naturalistico che sia corredato da apposita segnaletica e curato in tutti i particolari (sedute, fontane, illuminazione, giochi per bambini, eventuali punti di ristoro, attrezzature sportive e in particolare percorsi ginnici attrezzati)».