Rifiuti, i lavoratori minacciano un altro sciopero a dicembre

13 Novembre 2021

PESCARA. Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori che si occupano della raccolta dei rifiuti, che da 28 mesi aspettano il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Dopo lo sciopero di lunedì 8,...

PESCARA. Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori che si occupano della raccolta dei rifiuti, che da 28 mesi aspettano il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Dopo lo sciopero di lunedì 8, che ha registrato a Pescara e nei centri vicini un'adesione quasi totale con picchi del 90%, due giorni fa si sono riuniti i coordinamenti nazionali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel per fare il punto della situazione e per decidere i prossimi passi. Considerando l'importanza che assume il contratto, si è stabilito di andare avanti, indicando nel prossimo 13 dicembre un'ulteriore giornata di sciopero se non si avranno risposte certe e impegni concreti da parte delle associazioni datoriali, i quali hanno chiesto subito la ripresa del confronto, avviato già nella giornata di ieri.
«E questo», sottolinea Massimo Di Giovanni della Fp Cgil, «è un primo risultato che si è potuto ottenere grazie all'ottima adesione allo sciopero e alle pressioni attuate dai prefetti, dall'Anci, dai Comuni in cui è stata attuata la protesta. Ma non basta. Bisogna capire se la discussione sarà incentrata sui punti per cui si è scioperato o se invece le associazioni datoriali intendono restare sulle loro posizioni. Bisogna capire adesso qual è la loro disponibilità. Di sicuro, se nulla cambia, noi andremo avanti. È stato già programmato uno sciopero, che nel caso si farà prima delle feste di Natale».
Al termine del tavolo di giovedì, è stato approvato all'unanimità un documento, in cui si dice testualmente che «in considerazione dell’importanza del rinnovo contrattuale, l’Attivo nazionale unitario ritiene strategico prevedere per il mese di gennaio una ulteriore azione di sciopero, con una durata fino a 48 ore, e la conseguente interruzione delle relazioni sindacali in ogni azienda».
Nello stesso documento si sottolinea che «il settore non può inseguire gli appalti al massimo ribasso, la flessibilità estrema dell’organizzazione del lavoro e la riduzione del costo del lavoro; le associazioni datoriali devono essere chiare e non perseguire lo sciagurato “spezzatino” gestionale». Di qui l'importanza del rinnovo contrattuale «fondamentale per migliorare la qualità del servizio e per tutelare i lavoratori e la loro salute, anche attraverso condizioni di lavoro dignitose e la necessaria redistribuzione del reddito prodotto nel settore sulle retribuzioni di tutti i lavoratori».