Rifiuti, in aula testimonia Cordoma

21 Gennaio 2015

L’ex sindaco: a Montesilvano avrei ospitato un termovalorizzatore

PESCARA. Sfilata di testimoni chiamati dall’accusa al processo sui rifiuti in cui sono imputati il consigliere regionale Lanfranco Venturoni, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, gli imprenditori dei rifiuti Rodolfo e Ferdinando Di Zio e Vittorio Cardarella, l’ex amministratore delegato della società Team, la società a partecipazione pubblica per la gestione dei rifiuti a Teramo. L’accusa rappresentata dai pm Anna Rita Mantini e Gennaro Varone ha chiamato a deporre una quindicina di testimoni tra cui anche l’ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma e il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi.

E’ stato Cordoma a dire che, all’epoca della ricerca di una zona, avrebbe ospitato un termovalorizzatore a Montesilvano per fare qualcosa per la città mentre il sindaco Brucchi, rispondendo alle domande, ha detto che non sapeva nulla del progetto del bioessiccatore. Il processo sui rifiuti torna il 27 gennaio.

L’inchiesta ruota attorno alla realizzazione, a Teramo, di un impianto di bioessiccazione di rifiuti. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, Venturoni avrebbe messo in atto un piano di svuotamento di funzioni della Team Spa, di cui era presidente, per favorire la Deco spa dei fratelli Di Zio e far ottenere a quest’ultima, senza gara d’appalto, l’affidamento della costruzione e gestione di un impianto di bioessiccazione di rifiuti a Teramo. Il processo, di fronte al tribunale in composizione collegiale presieduto da Angelo Zaccagnini, torna il 27 gennaio.

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