Rifiuti nel capannone, sequestro e multa

Blitz dei carabinieri forestali in un edificio trasformato in discarica, con il tetto in amianto danneggiato. Titolare denunciato
FRANCAVILLA. Un capannone di cinquemila metri quadri con il tetto in amianto trasformato in una discarica di rifiuti edili. E poi, all’esterno della struttura, altri materiali di scarto. È la scoperta che i carabinieri della Tutela forestale e dei parchi di Chieti hanno effettuato in una ditta situata vicino al centro abitato di Francavilla. Dopo i controlli degli uomini dell’Arma, coordinati dal tenente colonnello Tiziana Altea, è scattato il sequestro preventivo del fabbricato e dell’area esterna e il titolare della ditta è stato denunciato e sanzionato.
Nel capannone individuato dai carabinieri del Nipaaf, diretti dal tenente colonnello Marco Santilli, erano stati accatastati circa ottomila metri cubi di rifiuti inerti, per un totale di 1.300 tonnellate: tutti rifiuti da demolizione che, si è scoperto durante gli accertamenti, derivano dalla dismissione di un vecchio impianto di lavorazione. C’era anche un’altra irregolarità: la copertura dell’edificio, realizzata in cemento e amianto, era danneggiato e durante il sopralluogo dei militari sono emerse gravi lesioni al tetto con frammenti di cemento amianto finiti a terra e lasciati lì. Ed è stato appurato che i danni non sono affatto recenti ma derivano dalla grandinata del 2019. Una situazione definita «intollerabile» dai carabinieri che, anche per questo motivo, hanno proceduto al sequestro, con l’obiettivo di bloccare l’ingresso e l’utilizzo dell’area limitando così l’esposizione di chicchessia alla esposizione di eventuali fibre di quel cemento amianto.
A pochi passi dal capannone, all’aperto, i carabinieri hanno notato su un’area, solo parzialmente pavimentata, altri cumuli sospetti: c’erano rifiuti plastici, bidoni con liquidi non ancora identificati e da esaminare, pannelli fonoassorbenti, guaine e dei materiali derivanti dal rifacimento di bagni. Il titolare della ditta è stato denunciato. Deve rispondere di aver stoccato all’interno del capannone rifiuti speciali (pericoli e non) costituiti da materiale da costrizione pur senza avere l’autorizzazione e di non aver completato la bonifica della copertura della struttura e per questo motivo è stato anche sanzionato (la multa è di 6.000 euro). (f.bu.)

