Rifiuti, niente termovalorizzatori L’Abruzzo boccia l’idea di Salvini

Il sottosegretario Mazzocca scende in campo: sono inutili, noi facciamo una buona differenziata E poi elenca i cinque Comuni virtuosi: Lanciano, Giulianova, Ortona, Roseto e Francavilla
PESCARA. «Dannosa, inutile e improponibile dal punto di vista ambientale, in Abruzzo, la realizzazione di un termovalorizzatore. In regione è in vigore il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, che esclude in modo categorico la costruzione di un inceneritore o di un termovalorizzatore in virtù dell'aumento della differenziata». Così afferma il sottosegretario regionale con delega all'Ambiente, Mario Mazzocca, illustrando i dati della differenziata, che è arrivata al 62%, con +16% dal 2014 ad oggi. Mazzocca ribatte in questo modo sia alla Lega di Savini, che li vuole sia al M5S che li boccia.
QUESTIONE APERTA. Il Piano elaborato dalla giunta regionale di centrosinistra non prevede impianti di termovalorizzazione in virtù dei risultati previsti in materia di differenziata e di riduzione della produzione di rifiuti. Ma quel provvedimento fu impugnato dal Governo Renzi, proprio «perché non prevedeva inceneritori» e si attende ora il pronunciamento della Corte Costituzionale.
DAL MINISTRO, Mazzocca, in tal senso, si definisce «fiducioso». Il 4 dicembre incontrerà a Roma il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, per dirgli che, a fronte dei risultati raggiunti, è «inutile un termovalorizzatore sul territorio».
La differenziata, in Abruzzo - ha illustrato ieri il sottosegretario in conferenza stampa - passa dal 55,98% del 2017 al 61,88% del primo semestre 2018.
Un ritmo di crescita «esponenziale», secondo Mazzocca, considerato che il dato di partenza era del 46,12%, mentre ora l'obiettivo del 65% entro il 2020 è «a portata di mano e raggiungibile già nel prossimo anno».
I COMUNI VIRTUOSI. Oltre la metà dei Comuni abruzzesi, nel 2017, stando ai dati, ha raggiunto o superato la soglia del 65%, mentre quelli con raccolta inferiore al 15%, in quattro anni sono scesi da 60 a 18. Tra i comuni virtuosi con popolazione superiore a 20mila abitanti sono oltre la soglia del 69% Lanciano, Giulianova, Ortona, Roseto e Francavilla. Sotto il 40% invece Pescara, L'Aquila, Sulmona e Montesilvano che accusano un grave ritardo. «Bisogna passare dalla raccolta stradale dei rifiuti al porta a porta», sottolinea Mazzocca, «dove ciò è stato fatto i risultati sono eccellenti, anche in funzione di una maggiore qualità e accuratezza della selezione dei materiali che poi possono essere più facilmente avviati al riciclo».
NUOVI INVESTIMENTI. Annunciata, inoltre, una rimodulazione di somme derivanti da economie, che saranno investite nel finanziamento degli impianti di Atri, Bellante, San Vito, Tollo, Orsogna, Capistrello (1,3 milioni), nelle piattaforme ecologiche di Avezzano (200mila euro) e Alanno (189.303 euro), negli impianti per il compostaggio di comunità' (800.000 euro), nei centri di raccolta EcoBank (un milione).
Sugli ultimi due interventi ci saranno dei bandi finalizzati a favorire la realizzazione di piccoli impianti per l'autocompostaggio, destinati ai centri delle Aree protette abruzzesi, e per l'installazione, vicino ai centri commerciali nei Comuni con popolazione superiore ai 20mila abitanti, di attrezzature meccaniche alle quali conferire lattine o bottiglie di plastica.
LE DONAZIONI. Realizzata, poi, una piattaforma informatica, nell'ambito dell'attività del Centro del riuso sociale, grazie alla quale i Comuni aderenti avranno uno spazio a disposizione dove i donatori potranno inserire le foto degli oggetti da regalare e il Comune potrà farli avere alle organizzazioni del terzo settore che ne faranno richiesta. (c.s.)

