Rifiuti ospedalieri sulla spiaggia

Protesi di silicone e flebo alla Nave di Cascella. Del Bianco: «Abbiamo ripulito, colpa della mareggiata»
PESCARA. Protesi di silicone, flebo, lavande vaginali, flaconi di medicinali. I rifiuti ospedalieri sono stati intercettati da una cittadina sul tratto di spiaggia che dalla Nave di Cascella prosegue in direzione nord. Il pattume speciale è rimasto per giorni sulla spiaggia libera, in pieno centro, prima che la squadra degli operai di Attiva procedesse alla rimozione.
L'intervento è avvenuto ieri, dopo che la testimone del ritrovamento, Francesca Ucci, insegnante pescarese di educazione fisica e organizzatrice di eventi nel palazzo De Fabritiis a Rosciano, ha lanciato l'allarme prima sui social dove ha postato le foto scandalo, poi ha contattato l'industria del recupero di via Raiale e il Centro. La prof fa spesso footing all'alba sulla battigia.
E' così che ha fatto la scoperta: «Stavo passeggiando», racconta la signora «e all'improvviso mi sono ritrovata sotto i piedi qualcosa di gelatinoso. Ho immediatamente pensato che si trattasse di una medusa spiaggiata. Poi, a ben guardare, ho capito che era una protesi mammaria. Sparsi, intorno, flaconi di medicinali in vetro e di lavande vaginali e flebo in plastica. E' una vicenda scandalosa. Di solito sulla spiaggia si trovano pezzi di legno, guanti o cassette di polistirolo, ma rifiuti ospedalieri è una cosa mai vista. Come ci saranno arrivati?». Il direttore generale di Attiva, Massimo Del Bianco, fornisce la sua interpretazione: «Sono i risultati della mareggiata. Il mare spinge sulla sabbia i rifiuti che arrivano dagli argini del fiume ingrossato dopo le piogge. Quando il fiume esce fuori dal normale alveo, si porta dietro tutto ciò che trova sulle sponde, l'immondizia abbandonata sugli argini: frigoriferi, sedie, ingombranti, sterpaglie, rami secchi, tronchi, bombole di gas, giocattoli . Tre anni fa trovammo, spiaggiato, persino un cavallo morto e in avanzato stato di decomposizione, tanto che fu persino complicato smaltirne la carcassa perché si spezzettava». In ogni caso, il pattume che finisce in spiaggia, prima trascinato dalla corrente del fiume al largo, non proviene dai cassonetti. Conferma, il direttore di Attiva che « si tratta di immondizia abbandonata sugli argini. I rifiuti ospedalieri sono una novità perché le strutture sanitarie smaltiscono attraverso ditte specializzate». Gli operai di Attiva quotidianamente sono impegnati nella pulizia di 10 chilometri di spiaggia, da Francavilla a Montesilvano.
«Abbiamo appena concluso gli interventi dell’ultima mareggiata», rende noto Del Bianco, «le spiagge libere le puliamo noi, le concessioni ci lasciano sulla battigia i rifiuti da ritirare nei sacchi o a mucchi».

