Pescara

Rifiuti, porta a porta in centro. Il Comune di Pescara: “Siamo soddisfatti, la città è più pulita”

18 Giugno 2026

Il primo bilancio sulla raccolta dei rifiuti dopo il porta porta esteso in centro e nella zona pedonale. Ma i cittadini sono sul piede di guerra e preparano un esposto

PESCARA. Il Comune di Pescara ha fatto un primo bilancio sulla raccolta dei rifiuti dopo il porta porta esteso in centro e nella zona pedonale. "Siamo molto soddisfatti, perché abbiamo preso atto che i cittadini per la maggior parte conferiscono in maniera perfetta - ha detto il sindaco Carlo Masci - e quindi abbiamo migliorato notevolmente la raccolta differenziata che oggi ha raggiunto i livelli previsti da Arera: siamo oltre il 60%. Nella parte centrale con l'inserimento delle isole ecologiche abbiamo certamente una pulizia maggiore rispetto al passato ed è quello che volevamo. Abbiamo messo in campo in maniera sistematica il controllo di chi conferisce in maniera errata, abbiamo otto persone che si dedicano al controllo, oltre alle telecamere".

"È importante ricordare a tutti che ci sono orari precisi entro i quali si può conferire - ha aggiunto in conferenza stampa l'assessore Claudio Croce -. Nella zona centrale, mi permetto di dire che i cittadini hanno reagito benissimo e lì la situazione è migliorata subito. Dobbiamo calibrare alcune situazioni sulle attività commerciali, soprattutto i ristoratori, perché hanno esigenze particolari".

Nel 2026 la Polizia Locale ha attivato controlli sul campo, elevando 89 sanzioni per illeciti. Nel merito, 20 per errato conferimento e 69 per conferimento fuori orario. Ambiente Spa ha invece sanzionato 103 persone per errato conferimento (98) e conferimento fuori orario (5).

LA PROTESTA.

"Non chiediamo un passo indietro, ma un passo avanti. Chiediamo di guardare oltre il 'porta a porta', perché nelle aree ad alta densità abitativa, come Porta Nuova e il centro, questo sistema non è efficace". Lo afferma il presidente dell'associazione 'Insieme per Pescara', Luca Liberati, a margine dell'assemblea pubblica che si è svolta nella sala parrocchiale della chiesa dello Spirito Santo, alla presenza di una cinquantina di cittadini, per fare il punto sul sistema porta a porta di recente esteso al centro della città.

Dopo due diffide al Comune, l'associazione annuncia ora un esposto. "Non siamo assolutamente contrari alla svolta ambientale che il Comune vuole perseguire, anzi vogliamo cavalcarla e fare in modo che i cittadini vi partecipino in maniera consapevole, ma senza gravare ulteriormente su di loro dal punto di vista sociale, ambientale ed economico", dice Liberati, indicando nelle campane informatizzate una possibile alternativa: "Possono invogliare le persone a differenziare senza incidere negativamente sulla qualità della vita e consentirebbero di applicare una tariffa puntuale della Tari: chi sarà più virtuoso pagherà di meno". "È vero che esiste il cittadino che conferisce male i rifiuti e invitiamo tutti a rispettare le regole, ma non si può negare che il sistema non funzioni al cento per cento - afferma, a proposito del bilancio tracciato oggi dal Comune -. Bisogna allargare lo sguardo e valutare anche le criticità del modello". Secondo l'associazione ci sono rischi anche dal punto di vista sanitario, che "con l'arrivo dell'estate e l'aumento delle temperature saranno ancora maggiori e questo rappresenterà anche un pessimo biglietto da visita per i turisti. Dopo due diffide completamente disattese - conclude Liberati - è naturale pensare di rivolgersi a una parte terza dello Stato che possa stabilire se i rischi che segnaliamo siano reali oppure no".