Riforma dimenticata: al Conservatorio si suona per protesta

Sabato il concerto gratuito di Michael Patches Stewart contro la carenza di risorse per la formazione musicale
PESCARA. Sarà una protesta a suon di musica. E attraverserà tutta l'Italia, coinvolgendo i 73 Conservatori statali e non statali del paese, che chiedono a gran voce la completa attuazione della riforma del sistema di Alta formazione artistico-musicale, attesa da oltre 16 anni. La legge numero 508 risale infatti al 1999 ma da allora nessuno è mai riuscito a mettere a punto tutti i regolamenti attuativi, e si va avanti in una sorta di limbo che non piace né agli studenti né al corpo docente.
Per uscire da questa stasi i Conservatori, tra cui quello statale "Luisa D'Annunzio" di Pescara, hanno deciso di manifestare nel corso di una "Giornata nazionale dell'alta formazione". Non uno sciopero e neppure un sit-in ma una serie di concerti e momenti di riflessione e sensibilizzazione in varie località, sabato 13 febbraio, per parlare e far parlare del sistema dell'Alta formazione artistica e musicale (Afam), che è costituito da Conservatori, Accademie e Istituti superiori di industrie artistiche.
La decisione di muoversi in questa direzione è stata votata all’unanimità a livello nazionale con la speranza che vada in porto la riforma e si realizzino alcuni passaggi normativi come il decreto sul reclutamento del personale docente e la messa a ordinamento dei bienni.
C'è da occuparsi, poi, della carenze di risorse che penalizza questo settore ed è arrivato il momento, dicono in una mozione i rappresentanti di presidenti, direttori e studenti, di rinnovare l'organo consultivo di sistema (Cnam), scaduto da tre anni e non ancora rinnovato.
Lo strumento per dare forza a queste richieste e informare l'opinione pubblica sarà la musica. Il primo appuntamento è sabato, con due momenti diversi: dalle 10 alle 18 si terrà una Masterclass, cioè una lezione, e alle 21.15 un concerto Funky/Jazz del trombettista Michael "Patches" Stewart, che sul palco sarà accompagnato da Enrico Bevilacqua (basso), Stefano Sastro (tastiere), Roberto Di Virgilio (chitarra) e Adriano Molinari (batteria).
L’ingresso all’auditorium del Conservatorio è libero. In programma anche altri eventi, primo tra tutti quello del 26 febbraio, quando si esibirà Giovanni Sollima, nell'ambito del programma della Società del teatro e della Musica, al Massimo.
Massimo Magri, direttore del Conservatorio, spera nella «partecipazione della città» e denuncia «l’immobilismo della politica che, a livello centrale, si dovrebbe occupare di queste vicende ma non ha le idee chiare mentre i dirigenti dei ministeri hanno sostanzialmente le mani legate perché manca un indirizzo dalla politica». «Si deve rivedere tutta la materia dei Conservatori», aggiunge il presidente Enzo Fimiani parlando della necessità di «ridare dignità e autonomia» a queste strutture, «con il riconoscimento di ciò che effettivamente fanno. In questo momento i Conservatori sono sospesi a metà: fanno parte dell’alta formazione ma non sono equiparati né alle università né ai licei, pur assicurando una formazione che va oltre la scuola secondaria».
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