Riforma Province, l’ora della verità

Ritorno al voto diretto: amministratori e parlamentari a confronto a Pescara
PESCARA. La “controriforma” delle province riparte con rinnovato vigore da Pescara. La proposta – contenuta in un disegno di legge che punta a reintrodurre le elezioni dirette per i presidenti e i consigli, con la previsione di una giunta, riportando tutti i mandati degli organi a 5 anni e ampliando le funzioni di queste istituzioni, superando la riforma Delrio (legge 56/14) – sarà discussa dagli amministratori locali e dai parlamentari oggi, a partire dalle 10, nel palazzo della Provincia di Pescara. Se il percorso legislativo alle Camere rischia di slittare al 2025 per mancanza di fondi per sostenere il piano di revisione – un progetto da 450 milioni complessivi – gli amministratori sul territorio vogliono tenere alta l’attenzione su un tema molto sentito in modo particolare in Abruzzo, data la conformazione del territorio e la presenza di tanti piccoli centri alla ricerca di un coordinamento territoriale.
“Quale provincia per il territorio” è il titolo del convegno in programma stamani, che si aprirà con i saluti istituzionali portati da Ottavio De Martinis, presidente della Provincia di Pescara. Interverranno, a seguire, Antonio Di Marco, presidente emerito della Provincia di Pescara e promotore dell’iniziativa; Angelo Caruso, vicepresidente dell’Upi (Unione delle province d’Italia) e presidente della Provincia dell’Aquila; i deputati Luciano D’Alfonso (Pd), Alberto Bagnai (Lega), Guerino Testa (Fratelli d’Italia). Parteciperanno, portando la loro esperienza, amministratori comunali e provinciali.
Attualmente, per le province, è in vigore la cosiddetta elezione di secondo grado, o a suffragio indiretto, che esclude i cittadini dalla scelta degli amministratori dell’ente di natura sovracomunale demandando il voto ai sindaci e consiglieri comunali secondo un sistema che prevede un indice di ponderazione, che tiene conto della popolazione complessiva dei vari comuni.
«Sulla proposta di modifica della legge Delrio», dice Di Marco, «siamo in attesa di conoscere le ultime novità che vedono in campo, per le rispettive competenze, il governo, il parlamento e la conferenza Stato-Regioni. La presenza degli amministratori sarà determinante per ribadire l’importanza della riforma, ai parlamentari chiederemo le loro opinioni in merito, ma anche un impegno forte per il rilancio dei territori. Occorrerà capire se c’è la possibilità di stabilire una tabella di marcia su quando e come si potrà tornare al voto popolare. È un problema anche di fondi, ma anche con l’assetto attuale servono stanziamenti, tuttora insufficienti, per i settori strategici delle scuole, della viabilità e dell’ambiente: le province non possono reperire risorse da sole. Vogliamo lanciare un sasso nello stagno del clima politico nazionale. In tutti i casi, non se ne parlerà che dal 2025 in poi, quanto al tema delle risorse. Al dibattito parteciperanno, tra gli altri, anche i viceprefetti di Pescara e Teramo. L’Abruzzo, con un numero elevato di comuni e una viabilità diffusamente precaria, vuol essere in prima linea nella battaglia per il ripristino pieno delle competenze e delle risorse».(e.n.)

