Rifugiato trova un portafogli e lo consegna ai carabinieri

Moscufo: dentro c’erano 200 euro, carte di credito, bancomat e il libretto postale di un 70enne Il migrante maliano è ospite del Cas di via Colombo. A giugno, un caso simile era avvenuto a Roseto
MOSCUFO. Trova un portafoglio con 200 euro di banconote, libretto postale, carte di credito e documenti e lo porta ai carabinieri. Il campione di onestà si chiama Daouda Traore, ha 32 anni ed è un migrante proveniente dal Mali. E’ arrivato in Italia nel mese di settembre scorso, e da ottobre è ospite del Centro di accoglienza di via Cristoforo Colombo a Moscufo.
Ed è proprio a Moscufo, non lontano dal centro che lo ospita, che Daouda mercoledì scorso ha trovato il ricco portafogli. Come tutti i pomeriggi, dopo pranzo, il giovane migrante maliano ha l’abitudine di farsi una passeggiata lungo la vicina strada che da Cappelle sul Tavo porta a Loreto Aprutino.
A un certo punto, Daouda si è accorto che non lontano da una chiesetta c’era un oggetto di pelle scura, abbastanza rigonfio. Lo ha preso e ha capito subito che si trattava di un portafogli. Dopo aver dato un’occhiata in giro per vedere se c’era qualcuno che lo stesse cercando, ha interrotto la passeggiata ed è subito tornato al Centro di accoglienza. Qui il giovane ha detto all’operatrice della struttura, Sonia Ciarfella, del ritrovamento, e insieme hanno deciso di andare alla stazione dei carabinieri di Moscufo a riconsegnare il portafogli. «L’ho accompagnato anche perché Daouda parla francese», ha spiegato l’operatrice «sta studiando la lingua italiana e l’educazione civica». Durante la verbalizzazione fatta dai carabinieri, migrante e operatrice hanno scoperto quale “tesoretto” si celasse tra i taschini e le pieghe del portafogli: 200 euro di banconote, carte di credito, bancomat e persino un libretto postale. Grazie ai documenti è stato possibile identificare il proprietario: un 70enne del luogo che ha dei terreni di proprietà proprio nella zona del ritrovamento. «A oggi il proprietario del portafogli non ci ha ancora contattati», ha detto ieri Sonia Ciarfella, «ma quello che importa è che Daouda si sia comportato bene autonomamente, dimostrandosi un bravo cittadino. Un altro migrante ospite di uno dei nostri centri, all’hotel Felicioni di Roseto degli Abruzzi, a giugno scorso ha trovato un portafogli e il titolare ha deciso di prenderlo a lavorare. Sappiamo che non hanno fatto gesti eroici e non hanno scoperto la luna», conclude l’operatrice «ma è importante parlare dei migranti anche in termini positivi quando si rendono protagonisti di gesti encomiabili». Il riferimento è a Diop Diasse, il 19enne senegalese che il 25 giugno scorso trovò a Roseto un portafogli contenente 470 euro di proprietà di un imprenditore 41enne del luogo. Diop Diasse subito dopo è stato assunto a lavorare nell’impresa edile del proprietario del portafogli. Chissà se anche Daouda Traore sarà così fortunato come il 70enne che ha riavuto soldi, carte e documenti. (l.d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

