Rigopiano, la verità in 500 pagine Ecco la perizia dei 4 super esperti

2 Agosto 2022

Depositato lo studio sulle cause della valanga eseguito dai docenti del Politecnico di Milano Conto alla rovescia per la discussione in aula: tutto ruota sul ruolo delle scosse di terremoto

PESCARA. È composta da oltre 500 pagine la superperizia che potrebbe fornire la lettura definitiva sulla tragedia di Rigopiano che il 18 gennaio del 2017 fece 29 vittime, rimaste sotto le macerie dell’hotel di Farindola distrutto da una valanga. Ieri mattina uno dei quattro esperti nominati dal giudice per l’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, a distanza di 9 mesi dall’incarico, ha depositato nel suo ufficio le risposte ai vari quesiti posti dallo stesso giudice alla fine di ottobre 2021. Una perizia che avrà una rilevanza fondamentale sulla decisione che Sarandrea dovrà assumere nei confronti dei 30 imputati del processo che hanno scelto di definire la loro posizione in questa fase e dunque con il rito abbreviato. Una perizia dalla quale dipenderanno le sorti di tutti gli imputati e dalla quale il giudice non potrà discostarsi visto che fu lui a decidere di disporla proprio per dirimere le opposte conclusioni cui erano giunti i consulenti dei due schieramenti principali. Da una parte i risultati della consulenza disposta dalla procura, rappresentata in giudizio dal procuratore Giuseppe Bellelli e dai suoi sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni, e dall’altra quella del nutrito collegio difensivo: elaborati tecnici che sono giunti a conclusioni diametralmente opposte, soprattutto sul tema più caldo che è quello sulle cause della valanga, sulla sua prevedibilità e sul ruolo del sisma.
Soltanto oggi, comunque, tutte le numerose parti in causa potranno prendere visione delle conclusioni cui sono giunti gli esperti del Politecnico di Milano (Daniele Bocchiola, Claudio Giulio Di Prisco, Marco Di Prisco e Giovanni Menduni). Nella giornata di ieri, infatti, sono state espletate tutte le incombenze tecniche per il deposito. Dopo la sottoscrizione di ognuna delle pagine della perizia, c’è stato il deposito ufficiale, con l’acquisizione, da parte dell’ufficio, delle richieste di rilascio copie da parte dei numerosi avvocati che ieri mattina erano presenti nell’ufficio del Gup per verificare l’effettivo deposito.
L’attesa è tanta perché da quelle risposte ai vari quesiti posti dal giudice dipenderanno le sorti degli imputati che, lo ricordiamo, rappresentano tutti gli enti coinvolti nella tragedia (Regione Abruzzo, Provincia, Comune di Farindola, Prefettura, vari tecnici e responsabili della struttura), chiamati in causa dalla procura con delle precise contestazioni che vanno dall’omicidio e lesioni colpose plurime, al disastro colposo, dagli abusi edilizi al falso ideologico e altre ancora. L’aspetto più importante della perizia riguarda naturalmente le cause della valanga: secondo gli esperti della procura non sarebbero da ricondurre alle diverse scosse di terremoto che quella mattina colpirono la zona interessata. Di segno opposto la consulenza delle difese che imputa proprio al terremoto il distacco della valanga, evidenziando così l’imprevedibilità dell’evento, il che vorrebbe significare sollevare molti degli imputati dalle responsabilità che la procura ha loro contestato. Da oggi, quindi, tutti i consulenti e i periti delle varie parti coinvolte nel processo, avranno la possibilità di esaminare gli elaborati stilati dagli esperti del giudice, per poi riferire alla folta platea delle difese, delle parti civili e naturalmente dell’accusa, e mettere in condizioni i numerosi legali di affrontare la complessa discussione su quest’ultima perizia, già programmata per il 26, 27 e 28 ottobre prossimi. Discussione che rappresenta il vero nodo del processo che poi si svilupperà in nove udienze già fissate dal giudice: 9, 10, 11, 23, 24 e 25 novembre e 14,15 e 16 dicembre. Date molto vicine proprio per cercare di arrivare alla sentenza di primo grado entro la fine di quest’anno.