Rigopiano, lavori sulla strada del resort

A sei mesi dalla tragedia, la Provincia avvia oggi il cantiere con l’obiettivo di far riaprire il tratto verso Vado di Sole
PENNE. Cominciano oggi i lavori di sistemazione da parte della Provincia di Pescara del tratto stradale Rigopiano - Vado di Sole.
Si tratta di una serie di interventi di manutenzione ordinaria - sfalcio delle erbe e riparazione delle buche - propedeutici affinché la strada di Rigopiano, a sei mesi di distanza dalla drammatica valanga che lo scorso 18 gennaio provocò il crollo dell'Hotel Rigopiano e la morte di 29 persone tra dipendenti e turisti, possa essere finalmente riaperta. A spiegare quel che sta accadendo a Rigopiano è il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta.
«Come amministrazione comunale, abbiamo provveduto alla pulizia dei tronchi dalla carreggiata stradale. Stiamo sollecitando quanto più possibile la Provincia di Pescara affinché possa accelerare il processo di riapertura della strada di Rigopiano», attacca Lacchetta. «Sarà necessaria l'installazione di un semaforo per superare le difficoltà di circolazione scaturite da una piccola frana a poca distanza dal ristorante "Lo Strego". Un senso unico alternato per evitare inconvenienti e garantire il passaggio delle auto. La necessità di riaprire la Rigopiano - Vado di Sole nasce anche da un'importante esigenza turistica di ridare sbocco a quelle zone collegate a Farindola: Castelli per quanto riguarda il versante teramano e Campo Imperatore per quanto riguarda il versante aquilano. I lavori di manutenzione, che non vengono effettuati da tempo, saranno necessari da contrada Mirri fino a Rigopiano», sottolinea il sindaco di Farindola. Oggi la strada provinciale Farindola-Rigopiano-Vado di Sole è chiusa, nel versante pescarese, a 2 km circa dall'Hotel Rigopiano fino all'incrocio per Castelli e dunque anche in direzione Vado Sole. È stato invece riaperto al traffico da qualche tempo l'asse viario sul fronte teramano che collega Rigopiano a Castelli. Al sindaco di Farindola abbiamo chiesto anche lumi sulla possibile tempistica di riapertura della strada, sul controllo del turismo macabro e sulla bonifica dell'area sotto sequestro.
«Credo non passeranno più di 4-5 giorni per la riapertura della strada, mentre la bonifica dell'area ancora sotto sequestro potrà essere attivata solo dopo il dissequestro giudiziario. Abbiamo ripulito l'asse viario provinciale da massi, terra e tronchi per consentire la riapertura della strada provinciale e abbiamo avviato la procedura per utilizzare il legname a monte dell'hotel come uso civico. A seguire ci sarà la bonifica a valle della struttura. Di positivo c'è che il deprecabile fenomeno del turismo del macabro, registrato nelle scorse settimane, sembra essersi finalmente fermato», conclude Lacchetta.
La zona sotto sequestro, inizialmente sotto la custodia dei carabinieri, adesso è controllata da qualche tempo dal Comune di Farindola, per la precisione dal funzionario dell'ufficio tecnico Enrico Colangeli, che ne ha ricevuto la custodia dal Procura. Colangeli, insieme al presidente della Provincia Antonio Di Marco, al dirigente delegato alle opere pubbliche Paolo D'Incecco, al responsabile della viabilità provinciale Mauro Di Blasio e al sindaco di Farindola Lacchetta, è indagato per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.
Sotto inchiesta è anche il direttore del resort, Bruno Di Tommaso, al quale l'accusa contesta invece la violazione dell'articolo 437 del codice penale, l'omissione del «collocamento di impianti, apparecchi, o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro».
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