Rigopiano, le cause della valanga: domani il responso degli esperti

Dopo due proroghe, è attesa per domani la consegna della perizia dei tecnici incaricati dal giudice Per i 30 imputati, tutto ruota intorno al ruolo del terremoto nella tragedia e alla sua prevedibilità
PESCARA. È prevista per domani, e questa volta la data sarà rispettata, la scadenza dei termini per il deposito della perizia su Rigopiano da parte del pool di esperti nominati dal giudice per l’udienza preliminare Gianluca Sarandrea, che dovrà giudicare, con il rito abbreviato, i 30 imputati di questo processo: uno dei più importanti degli ultimi anni, che va a toccare anche le sensibilità e il cuore dei familiari delle 29 vittime rimaste sotto le macerie dell’hotel Rigopiano, spazzato via dalla valanga del 18 gennaio del 2017.
Daniele Bocchiola, Claudio e Marco Di Prisco e Giovanni Menduni, tutti del Politecnico di Milano, dovranno depositare al giudice le loro conclusioni sui quesiti posti in relazione a questa tragedia della montagna.
Ma al di là dei vari quesiti, il tema centrale resta uno solo: quanto hanno inciso le diverse scosse di terremoto di quella tragica mattina. Quanto, cioè, il distacco della valanga sia dipeso dalle scosse di terremoto, evento imprevedibile che andrebbe a ridurre ai minimi termini le posizioni a rischio degli imputati, che sono rappresentanti della Regione Abruzzo, della Provincia di Pescara, della Prefettura (e qui ci rientra anche il depistaggio), del Comune di Farindola, oltre a qualche tecnico e ai responsabili della struttura.
Un nodo centrale, quello del terremoto, già affrontato in altre occasioni anche se da giudici diversi e per cause diverse, legate alle richieste di risarcimento danni avanzate in sede civile da alcuni dei parenti delle vittime nei tribunali di Milano, e L’Aquila, ad esempio. Tribunali che, attraverso perizie affidate ad esperti diversi, sono arrivati a conclusioni diverse.
Così come, nel processo in corso a Pescara, gli esperti della procura hanno individuato delle precise responsabilità in capo a una serie di imputati, legando la valanga ad altri eventi diversi dal sisma, che invece la consulenza del collegio difensivo mette in rilievo come unica causa della tragedia.
Posizioni diametralmente opposte che costrinsero il gup Sarandrea a nominare altri esperti per avere un giudizio terzo su questo delicato e fondamentale punto, dirimente per l’esito del processo.
I legali delle parti civili, con in testa l’avvocato Romolo Reboa, sempre in prima linea anche sui sequestri di beni di alcuni imputati, ha sempre chiesto a gran voce che i vari esperti di Pescara, L’Aquila, Milano e via discorrendo, potessero incrociare le loro conclusioni per avere un quadro più preciso possibile sulla vicenda.
E proprio a questo proposito, prendendo lo spunto dall’ultima sentenza assunta dal tribunale di Milano che ha respinto il ricorso di indennizzo avanzato dalla proprietà dell’hotel contro una compagnia di assicurazioni che copriva i danni del terremoto, dove gli esperti hanno escluso una possibile relazione tra scosse di terremoto e valanga, hanno presentato un accesso agli atti a Pescara proprio per far prendere visione a tutti, di tutti gli atti dei vari periti presenti nel fascicolo. La procura (con in testa il procuratore Giuseppe Bellelli e i sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni) ha fatto acquisire ufficialmente dalla polizia giudiziaria la sentenza di Milano (che rafforza la loro tesi accusatoria) per depositarla alla prossima udienza.
Quanto alle prossime date, secondo il calendario formalizzato dal giudice, la discussione sul deposito della perizia si svolgerà dal 26 ottobre prossimo e andrà avanti per tre giorni consecutivi per poter consentire alle numerose parti di approfondire questo delicato passaggio tecnico.
Dal 9 novembre, invece, si entrerà nel vivo della discussione sui riti abbreviati che andrà avanti fino al 16 dicembre. Poi, l’attesa sentenza.
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