Rigopiano, sentinelle contro i curiosi

25 Aprile 2018

Dopo il “turismo” di Pasquetta, il sindaco chiede aiuto alla Protezione civile: da oggi l’area sarà sorvegliata da vigili e volontari

FARINDOLA. Polizia locale e volontari della Protezione civile vigileranno l’area di Rigopiano. Il sindaco Ilario Lacchetta è determinato affinché, nella zona dell’hotel sotto sequestro dopo la valanga che il 18 gennaio 2017 ha abbattuto il resort provocando la morte di 29 persone tra dipendenti e turisti, non si ripetano episodi come quelli dello scorso 2 aprile. Quando, in occasione della Pasquetta, tanti curiosi, senza alcun rispetto, né della memoria dei morti né della legge, si sono intrufolati tra le macerie del resort. Un luogo di dolore e di morte profanato dalla macabra curiosità a caccia di selfie. Da questa mattina, pertanto, ad evitare intrusioni indesiderate, ci sarà anche il personale autorizzato dal sindaco di Farindola.
«Abbiamo potenziato il sistema di vigilanza con l’installazione di un’apposita segnaletica verticale e attraverso il controllo dell’area con il servizio di polizia municipale. Abbiamo chiesto ausilio alla protezione civile regionale per garantire, soprattutto in vista della tappa del Giro, il rispetto di quel luogo con l'utilizzo di circa 50 volontari».
Quanto alla bonifica del luogo, il sindaco spiega: «Procede in maniera spedita e in un paio di mesi si arriverà a ripristinare integralmente lo stato dei luoghi, rimuovendo completamente il rischio di infiltrazione da parte di curiosi». Il primo cittadino di Farindola ha inoltre confermato che nell’area di Rigopiano permarrà, fino al termine della bonifica della zona sottoposta a sequestro, il divieto assoluto di accesso e di utilizzo delle aree pubbliche destinate a pic nic, punti fuoco e aree giochi, come disposto dalla ordinanza del 2017. Un’ordinanza in vigore anche la scorsa Pasquetta, ma che non ha fermato i tanti che, anche da fuori regione, hanno tranquillamente superato le transenne, prontamente rimontate dalla società che gestisce la bonifica dell’area, per raggiungere le macerie dell’hotel, sotto le quali sono ancora custoditi gli oggetti personali delle vittime che i parenti sono in attesa di recuperare. Le 22 persone identificate dalle forze dell’ordine lo scorso 2 aprile perché sorprese all’interno dell’area del resort sotto sequestro sono state denunciate, d’accordo con la Procura che aveva disposto i sigilli all’area. Oltre alla violazione dei sigilli, a chi ha oltraggiato quel luogo di dolore potrebbe esser contestato dell’altro. Resta da vedere come si muoveranno i legali dei familiari delle vittime. Sono diverse le famiglie che hanno incaricato i rispettivi avvocati di procedere nei confronti di chi ha violato quei luoghi, ma anche di valutare eventuali responsabilità rispetto a chi doveva vigilare e non l’ha fatto.
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