Rimpasto congelato, per ora

8 Novembre 2018

Dopo l’uscita di Diodati il Pd prende tempo. E le civiche si chiamano fuori

PESCARA. La guerra intestina all’interno del Pd ha un primo effetto immediato: le deleghe alla Mobilità, al Bilancio e allo Sport resteranno ad interim nelle mani del sindaco Marco Alessandrini. Nessun rimpasto lampo e nessuna decisione a caldo all’indomani delle dimissioni «irrevocabili e con effetto immediato» da parte dell’ex assessore Giuliano Diodati. Almeno per il momento, ripetono le diverse anime rimaste in gioco nella coalizione di centrosinistra, non ci sarà un nuovo ingresso in giunta, ma piuttosto si apre una fase di profonda riflessione, analisi e confronto politico per valutare insieme i nomi dei possibili successori. Mentre le liste civiche si chiamano fuori dal toto assessori e preferiscono assistere «da spettatori» alla lotta scoppiata tra dalfonsiani e dimatteiani, ossia tra i consiglieri che fanno capo all’ex governatore Luciano D’Alfonso e quelli rimasti fedeli al consigliere regionale Donato Di Matteo, uscito dal Pd tra mille polemiche, anche il capogruppo di Articolo 1-Mdp Carlo Gaspari si sgancia da una possibile nomina. «Il sindaco mi ha chiamato, ma non ci siamo ancora incontrati», ha detto Gaspari. «Io in giunta? Non c’è niente di ufficiale, ma non so se accetterei. A sei mesi dalla scadenza naturale del mandato, assumere il ruolo di assessore con una delega così pesante come il bilancio mi sembrerebbe più una seccatura che una premialità».
«Questa è una vicenda tutta interna al Pd», è l’opinione di Giuseppe Bruno, consigliere di maggioranza eletto nella civica dei Liberali, «noi abbiamo già avuto il nostro trattamento negativo, visto che dopo l’estromissione di Adelchi Sulpizio le liste civiche non sono più state rappresentate in giunta. Di fronte a questa guerra nel Pd noi siamo soltanto spettatori, non rivendichiamo nulla, ma stiamo a guardare quello che succede. Adesso hanno iniziato a mandarsi via anche tra di loro e non è un bello spettacolo. Decideremo cosa fare alla fine della consiliatura, ci alleeremo con chi considereremo più rappresentativo, perché questo è il ruolo delle civiche». Tra i nomi che circolano sul possibile successore di Diodati, una volta sciolto l’interim del sindaco, resta in pole position il capogruppo Pd Marco Presutti, molto vicino ad Alessandrini e D’Alfonso, stimato anche dai suoi colleghi di partito. Al di là degli inevitabili malumori di inizio consiliatura, Presutti è riuscito a tenere uniti i consiglieri anche durante le fasi amministrative più calde. La tesi più accreditata è che, se si dovesse decidere per una nomina interna al Pd, non può non essere Presutti. In quest’ultimo caso scalerebbe anche un seggio in consiglio comunale, spalancando così le porte del Palazzo di città all’ultimo dei non eletti, Andrea Marconi.
«Bisognerà sentire il partito», sottolinea il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, «a breve convocherò un tavolo politico dell’intera coalizione comunale, anche alla luce di quello che è accaduto con le elezioni in provincia e con le dimissioni di Diodati. La nostra posizione è chiara: dobbiamo creare le condizioni affinché si possa creare una coalizione più ampia possibile, garantendo a tutti pari dignità, per portare avanti i progetti e i programmi di sviluppo per la città. Quello che è accaduto è frutto di comportamenti che nulla hanno a che fare con la politica e con la progettazione, ma riguardano piuttosto vicende personali che contribuiscono solo ad allontanare i cittadini».
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