«Rinviate la chiusura della Maternità»

6 Novembre 2015

Penne, D’Alfonso sollecita lo slittamento della soppressione. «Non è stato organizzato un servizio di trasporto sicuro»

PENNE. «Che ne sarà di noi». Non è solo il titolo di una famosa pellicola del regista toscano Giovanni Veronesi ma anche l’interrogativo di molti pennesi, preoccupati per il futuro dell’ospedale San Massimo. A dieci giorni dalla soppressione del punto nascite del presidio sanitario cittadino, attesa per il prossimo 15 novembre, il sindaco Rocco D’Alfonso ha deciso di alzare la voce per difendere le partorienti e nascituri di questa zona e ha chiesto uno stop temporaneo. Il primo cittadino di Penne ha inviato una lettera di protesta al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, all’assessore alla Sanità regionale, Silvio Paolucci, e al direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, per illustrare le problematiche esistenti e sollecitare la sospensione del provvedimento di chiusura del punto nascite del San Massimo, previsto da una delibera del 30 giugno.

Il reparto sarà soppresso perché non rientra negli standard indicati dalla legge in materia sanitaria, che fissano un numero minimo di 500 parti l’anno per continuare a sopravvivere. Per il punto nascite pennese si tratta di numeri davvero impensabili , soprattutto negli ultimi anni, considerato che il reparto ha dovuto fare i conti con pesanti tagli e riduzioni di personale, con stop prolungati dell’attività durante il periodo estivo.

«Con la chiusura dell’importante reparto verrà a crearsi una situazione di grave pericolo per le partorienti ed i nascituri. A tutt'oggi, infatti, non è stata data attuazione al Protocollo Operativo Trasporto Perinatale in Emergenza (Stam e Sten), con cui è stato recepito dalla Asl di Pescara il decreto commissariale per il trasporto in sicurezza della madre e del bambino», ha spiegato D’Alfonso. In sostanza, sostiene il sindaco, le istituzioni competenti non hanno ancora adottato alcuna misura per assicurare un servizio di trasporto in condizioni di sicurezza sul fronte materno-infantile verso l’ospedale di Pescara con l’elisoccorso o con ambulanze di ultima generazione, considerando anche la difficile situazione viaria di tutta l’area vestina.

«Non ho avuto alcuna notizia», ha aggiunto, «sull'acquisizione di particolari mezzi e sulla presenza di personale idoneo a quanto previsto dal Protocollo Operativo per il Trasporto Perinatale in Emergenza. Chiedo pertanto che la chiusura del punto nascite del San Massimo sia rimandata a data da destinarsi, ossia fino a quando non saranno messe in atto le condizioni di assoluta sicurezza previste dal Protocollo. Sarebbe inoltre auspicabile che venissero chiarite le prospettive dell’Unità Operativa Semplice di Prevenzione materno infantile e percorso nascita, tenuto conto che riscontra notevole fiducia sul territorio vestino. Auspico poi» – ha concluso il sindaco di Penne - «un potenziamento delle attività di ginecologia e di supporto alle gravidanze fino al momento del parto per tutte le donne del territorio vestino e dei comuni limitrofi della provincia di Teramo, che con la chiusura del punto nascite vedono già fortemente ridotta l'offerta assistenziale».

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