Rinvio Nuova Pescara: oggi decide Spoltore

E domani mattina tocca a Montesilvano discutere sull’eventuale slittamento della fusione al 2024
SPOLTORE. Il consiglio comunale di Spoltore discuterà oggi il rinvio al 2024 della Nuova Pescara.
L’assise è prevista per le 17,30 e all'ultimo punto all’ordine del giorno appare la proposta di differimento della data di fusione con Pescara e Montesilvano dal primo gennaio 2023, come previsto dalla norma regionale, all’anno successivo.
Incerto l’esito della votazione, considerato che il presidente Lucio Matricciani da tempo ribadisce la sua contrarietà al rinvio (e alla fusione). «Non siamo riusciti a mettere insieme un solo servizio, figuriamoci se ora potrà cambiare qualcosa con un anno in più. Meglio l'arrivo di un commissario», aveva dichiarato nei giorni scorsi. «Abbiamo chiesto di portare il processo al 2027, sempre che si riescano a unire i servizi in modo vantaggioso per i cittadini, altrimenti la fusione non dovrebbe proprio farsi».
Il voto tuttavia potrebbe rivelarsi positivo, dal momento che il centrosinistra (di cui l'amministrazione di Chiara Trulli è espressione) nelle scorse settimane aveva stabilito una linea per tutti e tre i Comuni e che dovrebbe vedere i consiglieri sposare l’opzione dello slittamento.
A Pescara, in effetti, la delibera discussa lo scorso 17 ottobre aveva ottenuto i sì della maggioranza di centrodestra e dei consiglieri di centrosinistra. Lo stesso provvedimento verrà discusso a Montesilvano domani mattina. Qui lo slittamento dovrebbe apparire più certo, nonostante che il presidente Ernesto De Vincentiis aveva espresso la sua opinione personale in linea con quella di Matricciani. D’altro canto i tre Comuni non hanno altra possibilità, se non accettare la data del 2023 o il rinvio al 2024. Poi la palla passerà alla Regione, che potrebbe anche decidere per ulteriori rinvii.
Il centrodestra ha pronta nel cassetto una proposta di modifica alla legge regionale, con un nuovo cronoprogramma.
L’istituzione verrebbe portata al primo aprile 2027, ma solo se i tre Comuni dimostreranno di aver raggiunto, entro il 30 novembre 2023, il 50 per cento dei servizi in forma associata, e lo statuto. In caso contrario, il nuovo Comune verrebbe istituito entro il primo aprile 2024, con nomina di un commissario. (m.pa.)

