Ripulito il parco Baden Powell

17 Settembre 2019

Tagliata l’erba, portati via i rifiuti e sgomberato un accampamento

PESCARA. Prato rasato, rifiuti rimossi e via ai lavori di sostituzione e riparazione della rete di recinzione divelta: sono già partiti gli interventi di sistemazione della seconda metà del parco Baden Powell in via Raffaello, dopo il sopralluogo dei giorni scorsi della commissione ambiente che ha messo in evidenza alcune annose lacune inerenti la manutenzione ordinaria. «Continueremo a tenere alta l’attenzione per garantire la costante piena funzionalità dell’area, uno splendido polmone verde situato in mezzo a un quartiere prettamente residenziale», ha detto il presidente della commissione ambiente Ivo Petrelli, tornato nel parco per verificarne le condizioni dopo le opere di ripristino con il vice presidente Christian Orta e il consigliere comunale Alessio Di Pasquale, membro della commissione.
«Il parco Baden Powell, inaugurato solo nel 2014 dalla giunta Albore Mascia, durante l’amministrazione Alessandrini ha subito fenomeni di degrado e di incuria che oggi sono evidenti. Nel corso del sopralluogo della commissione, lunedì scorso, abbiamo trovato una discrepanza inspiegabile tra due lotti del parco: il primo, appena all’ingresso da via Raffaello, comunque sembrava ben curato e tenuto, ma bastava varcare un cancello per ritrovarsi in una zona coperta da rovi, erba alta, rifiuti. C’era di tutto: sedie di plastica rotte, spaccate e abbandonate in mezzo all’erba non tagliata, una rete completamente divelta e un pozzetto scoperto, che creava una situazione di rischio per eventuali passanti, bambini compresi». Quindi prosegue: «I cittadini stessi hanno denunciato l’eccessiva permeabilità del parco, dove chiunque riesce a entrare, compresi clochard e senzatetto che avevano allestito un accampamento. Alcuni facevano lì anche i loro bisogni».
E conclude: «Finalmente la pulizia è stata affidata ad Ambiente Spa, che si occuperà della sua gestione. Adesso lavoriamo per la sicurezza, magari con l’ausilio di telecamere e un’area di sgambamento per i cani».