Rischio trasferimento per l’Ufficio dogane

Il segretario Uil Pa Dogane Monopoli Lazio e Abruzzo, Virgilio Tisba, lancia «un appello alla Regione Abruzzo e a tutte le forze politiche e imprenditoriali» affinché «l’ufficio delle dogane di...
Il segretario Uil Pa Dogane Monopoli Lazio e Abruzzo, Virgilio Tisba, lancia «un appello alla Regione Abruzzo e a tutte le forze politiche e imprenditoriali» affinché «l’ufficio delle dogane di Pescara rimanga nell’area portuale». Per il sindacato esiste infatti il pericolo che «l’ufficio venga trasferito», stando ad una circolare della direzione centrale dell’Agenzia. Eppure, fa notare Tisba, questi uffici si trovano «da almeno 60 anni in via Andrea Doria (nella foto) in un fabbricato che era di proprietà dell’Amministrazione e costruito appositamente per ospitare la dogana», come dimostra la scritta sul frontone dell’edificio in marmo (dove, per l’appunto, è scolpita la parola “Dogana”).
«La struttura», prosegue il sindacalista, «si trova a ridosso del porto e degli spazi doganali, un punto ideale e nevralgico per l’attività doganale e fornisce servizi a tutto l’indotto in questa materia e di accise, tanto che tutti gli operatori professionali, doganalisti, case di spedizione, hanno sede e uffici nelle immediate adiacenze della struttura di via Doria».
«Non si trovano, a oggi, altri spazi o edifici demaniali e di enti locali o dell’autorità portuale, che siano localizzati nelle vicinanze e adatti alle funzioni della dogana. Quindi la paura è che anche questo servizio erogato all’utenza pescarese vada a scomparire, dopo la chiusura dell’ufficio dei monopoli di Chieti avvenuta ultimamente». Il rappresentante della Uil Pa chiede che non sia «vanificato un servizio in un porto nazionale» anche perché «con questa prospettiva dell’Agenzia» lo scalo «si ridurrebbe a un semplice porto locale». La Uil Pa, conclude Tisba, non starà a guardare «mentre in Abruzzo si ridimensiona o si cerca di azzerare o minimizzare nei fatti la presenza della dogana e dei monopoli».
«La struttura», prosegue il sindacalista, «si trova a ridosso del porto e degli spazi doganali, un punto ideale e nevralgico per l’attività doganale e fornisce servizi a tutto l’indotto in questa materia e di accise, tanto che tutti gli operatori professionali, doganalisti, case di spedizione, hanno sede e uffici nelle immediate adiacenze della struttura di via Doria».
«Non si trovano, a oggi, altri spazi o edifici demaniali e di enti locali o dell’autorità portuale, che siano localizzati nelle vicinanze e adatti alle funzioni della dogana. Quindi la paura è che anche questo servizio erogato all’utenza pescarese vada a scomparire, dopo la chiusura dell’ufficio dei monopoli di Chieti avvenuta ultimamente». Il rappresentante della Uil Pa chiede che non sia «vanificato un servizio in un porto nazionale» anche perché «con questa prospettiva dell’Agenzia» lo scalo «si ridurrebbe a un semplice porto locale». La Uil Pa, conclude Tisba, non starà a guardare «mentre in Abruzzo si ridimensiona o si cerca di azzerare o minimizzare nei fatti la presenza della dogana e dei monopoli».

