Risonanza da due milioni ferma da cinque mesi

Il depurato Pd Antonio Castricone: «Tempi degni della peggiore burocrazia» E il movimento “Avanti tutta” annuncia un esposto alla Corte dei conti
POPOLI . È costata due milioni di euro, ma la risonanza magnetica in dotazione all’ospedale di Popoli attende da cinque mesi di entrare in funzione. A denunciare la “dimenticanza” è il parlamentare Pd Antonio Castricone. Dall’altro lato c’è il Movimento cittadino “Avanti tutta indietro non si torna”, che si rammarica per la mancata convocazione del tavolo tecnico regionale, composto dall’assessore Silvio Paolucci e i consiglieri Domenico Pettinari, Lorenzo Sospiri, Maurizio Di Nicola, Mario Olivieri, Donato Di Matteo, Alberto Balducci, per discutere la proposta, elaborata proprio dal movimento, circa la riorganizzazione del presidio ospedaliero della Santissima Trinità. «Credo», afferma Castricone, «che cinque mesi siano un tempo eccessivo anche per la peggiore delle burocrazie. Dopo tutto questo tempo è intollerabile che la Risonanza magnetica nucleare installata presso l’ospedale di Popoli non sia ancora utilizzabile, e messa al servizio degli utenti. Ci sono voluti anni per realizzare il nuovo corpo dell’ospedale dove andava posizionata l’apparecchiatura acquistata già molto tempo prima, ora non è più possibile tollerare questa ulteriore, estenuante attesa, per portare a compimento adempimenti burocratici che richiederebbero qualche giorno di lavoro. Si parla di liste di attesa», incalza il parlamentare, «e poi lasciamo dormire una apparecchiatura costosa (2 milioni di euro) e all’avanguardia che potrebbe contribuire alla soluzione, per quanto parziale, di questo problema. Mi attendo una presa in carico di questa vicenda da parte della direzione generale dell’Asl, necessaria per superare il lassismo di chi dirige la struttura tecnica dell’azienda».
Castricone richiama anche l’attenzione sulla necessità di rafforzare la dotazione di personale medico del reparto di radiologia per poter far funzionare l’apparecchiatura.
Luigi Liberatore, di “Avanti tutta” ricorda che l’auspicato tavolo tecnico, già concordato e sottoscritto, è stato completamente dimenticato. Il Movimento ripropone quanto aveva già aveva anticipato durante le manifestazioni di protesta della primavera scorsa, tese a far salvaguardare la funzione di ospedale della struttura popolese, scartando la possibilità di una sua trasformazione in presidio per la riabilitazione. «Non si può prescindere», spiega Liberatore, «da specialità mediche e chirurgiche che qualificano la struttura come centro di cura». Per tenere alta l’attenzione il movimento insieme ai sindaci dei centri che gravitano intorno all’ospedale, ha deciso di indire un’assemblea pubblica a Popoli entro settembre, aperta a tutti i cittadini e alle organizzazioni politiche, civili e sindacali che vorranno dare un contributo. «In tale sede», riprende Liberatore «sarà lanciata l’iniziativa di proposta di legge popolare per la salvaguardia del presidio popolese con l’avvio di una raccolta delle firme». Per il mancato utilizzo della risonanza magnetica il Movimento avverte che sarà presentato un esposto alla Corte dei conti, ed entro ottobre annuncia che ci sarà una grande manifestazione di protesta a Pescara «viste», conclude Liberatore «le inadempienze della Direzione generale della Asl e le promesse non mantenute da parte del presidente della giunta regionale D’Alfonso».
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