Risonanza magnetica, macchina bloccata e liste d’attesa lunghe
Resta in un fondo di magazzino della Philips l’apparecchio regolarmente acquistato quattro anni fa per l’ospedale di Popoli dalla Asl di Pescara. Al palo anche la nuova Tac per le cerebropatie
POPOLI. La pratica degli esami di Risonanza magnetica nucleare notturni all'ospedale di Pescara è durata poco, come i fondi disponibili. La sanità pescarese accusa un altro grave insuccesso a scapito dei pazienti, spesso sottoposti a lunghissime liste di attesa che arrivano anche fino a 9 mesi. Una condizione che voinvolge la gran parte degli ospedali abruzzesi, con la provincia di Pescara che certo non è esclusa da questi gravissimi disagi.. E mentre a Penne, com’ è stato fatto notare nei giorni scorsi, non esiste un apparecchio per la Rmn, a Popoli, la macchina c'è, ma resta depositata negli stabilimenti della Philips, la multinazionale che l'ha venduta alla Asl pescarese. La Rmn (1,5 Tesla) è adatta a eseguire esami per le cerebropatie. L’acquisto fu deliberato nel 2011, proprio con l’obiettivo di abbattere i tempi delle liste di attesa, ma dopo una spesa effettuata tramite Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana) per oltre 250 mila euro nel 2012, il sofisticato apparecchio resta impacchettato cosi com’è uscito dalla fabbrica 4 anni fa.
Non può dunque essere messo in esercizio, perché l'ospedale non dispone di un locale adatto per svolgere questo esame. Non c'è ma avrebbe dovuto esserci, posto che dopo l’appalto di sistemazione edilizia e impiantistica, nel 2014 per circa 500 mila euro, non è stato mai firmato un contratto con la ditta esecutrice delle opere. Quante prestazioni potrebbe garantire la Rmn di Popoli, alleviando se non dimezzando il carico di prestazioni richiesto alla sola apparecchiatura di Pescara? A chiederselo è Mario Lattanzio, nella duplice veste di consigliere comnunale e provinciale. Lattanzio gira l’interrogativo all'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, eal nuovo manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, ben consapevole che quest'ultimo ha dichiarato nei giorni scorsi la volontà di abbattere le liste di attesa per gli esami diagnostici. Un modo c’è: attivare la Rmn di Popoli. «Di fronte alla crescita continua dell’utenza per questi esami», afferma Lattanzio, «la Regione pensi a stanziare i fondi per far ripartire almeno gli esami notturni tra le 20 e le 24. E soprattutto risolva la problematica dell'ospedale popolese che ha forniture, finanziate con fondi pubblici, inutilizzate».
Quello della Rmn non è l’unico oggetto misterioso della sanità popolese: c'è un progetto per la messa a punto del reparto per le cerebropatie con l'installazione di una nuova Tac, per un investimento di 900 mila euro. Anche qui lavori appaltati, che tuttavia non si riesce a far partire per ragioni che nessuno conosce. «Con la mia parte politica» prosegue e Lattanzio «ci siamo rivolti al prefetto perché si faccia dare dare lui una spiegazione dalla giunta regionale. Restiamo in attesa di risposte».
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