Risonanze, tac e visite c’è da aspettare 12 mesi

I tempi si allungano e ora la Asl approva un piano e chiede aiuto ai privati
PESCARA. Un anno di attesa per una risonanza magnetica: prenotando ieri il primo posto disponibile è il 25 maggio 2018. Più di un anno per una colonscopia o per una rettoscopia: bisogna aspettare fino al 14 luglio 2018. E poi 10 mesi per una tac e più 5 per una visita cardiologica. C’è da aspettare, e tanto, per gli esami nella sanità pubblica pescarese. Liste d’attesa talmente lunghe che, adesso, la Asl è stata costretta a mettere nero su bianco un piano «per il superamento» lungo più di 200 pagine. Un documento in cui si parla, senza nascondersi, di «problematica» e «criticità» almeno per 15 prestazioni sanitarie che sforano i tetti stabiliti dallo Stato. Ecco l’elenco della Asl: «Visita endocrinologica, oculistica, urologica, pneumologica, mammografia, risonanza encefalo, risonanza addome inferiore pelvi, risonanza muscolo-scheletrica, risonanza della colonna vertebrale, ecografia del capo e del collo, eco-color-doppler dei tronchi sovra aortici, eco-color-doppler degli arti inferiori e superiori, ecografia della mammella, colonscopia e spirometria».
In cima alla lista degli esami lumaca ci sono risonanze e tac. E il piano della Asl contro le liste d’attesa individua una soluzione attraverso un accordo con la sanità privata. Attualmente, le cliniche private eseguono più della metà del totale di tac e risonanze: «Appare evidente», spiega la relazione allegata al piano firmata dalla dirigente dell’Urp e del Cup Maria Assunta Ceccagnoli e dal responsabile del servizio Bruno Ciuca, «che nelle annualità 2015 e 2016 per alcune prestazioni di diagnostica strumentale, come tac e risonanze, la percentuale di erogato delle strutture accreditate rappresenta un valore compreso tra il 50 e il 90% dell’erogato totale». Accade perché, per adesso, è possibile eseguire le risonanze (nel pubblico) solo all’ospedale di Pescara perché i presidi di Penne e Popoli ne sono sprovvisiti: la conseguenza è l’attesa per una risonanza alla colonna cervicale è di 372 giorni; 193 per la risonanza al ginocchio; ancora 193 per la risonanza muscoloscheletrica. Servono più macchinari, dice la Asl: «Ciò testimonia», afferma il documento, «la necessità di un significativo potenziamento della capacità erogativa aziendale per la diagnostica strumentale ad alta complessità». Nuovi macchinari sono previsti a Pescara e Popoli. Il documento, approvato dal direttore generale Armando Mancini, assicura che «l’azienda cercherà di concentrare l’attenzione su queste prestazioni potenziandone l’erogazione ricorrendo ad azioni di implementazione, sulla base delle risorse resesi disponibili per affrontare questa specifica problematica». E la Asl prevede «un significativo impulso» all’abbattimento dei tempi di attesa grazie a un accordo con i privati e «all’imminente condivisione, tramite il gestionale di prenotazione aziendale, delle agende di prenotazione delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate di competenza territoriale».
Nelle pagine del piano, poi, la Asl dà la sua versione sulle cause delle liste di attesa e si autoassolve: se le liste di attesa sono troppo lunghe, dice il documento, la responsabilità è solo degli altri. E cioé: «L’atteggiamento dei medici prescrittori verso comportamenti riconducibili alla problematica nota come medicina difensiva; la crescente disponibilità di tecnologie e trattamenti sanitari spesso ad alta complessità e ad alto impatto economico; la costante riduzione di risorse disponibili per il Sistema sanitario nazionale frutto della attuale congiuntura economica che la Nazione si trova ad affrontare; la maggiore speranza di vita della popolazione che comporta una maggiore incidenza delle patologie a carattere cronico-degenerativo; la maggiore consapevolezza della popolazione nei riguardi delle problematiche inerenti la conservazione dello stato di salute».
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