Rissa tra ragazzini, spunta un martello

Pescaresi contro alcuni nordafricani per vendicare la lite della sera prima in piazza Primo Maggio: tutti in questura
PESCARA. Si erano portati coltelli, caschi, mazze, perfino un martello per la vendetta che si doveva consumare al molo nord, sotto il ponte del Mare, incuranti del viavai estivo che, alle cinque di ieri pomeriggio, riempiva tutta la zona del lungomare. Ma proprio i testimoni, di cui non si erano preoccupati affatto, hanno chiamato la polizia, e la vendetta per l’aggressione della sera prima è naufragata quasi subito. Tutti i contendenti sono finiti in questura, identificati e ascoltati fino a sera dal personale della Volante che ha fatto saltare quel piano di odio.
Da una prima ricostruzione, sarebbero una decina di ragazzini tra i 15 e i vent’anni. Pescaresi quelli del gruppo più consistente e nordafricani gli altri, poco più di un paio. Due i round della lite tra le due fazioni. Il primo si è consumato sabato sera, poco prima di mezzanotte, in piazza Primo maggio dove, alla faccia di mascherine e distanziamento, ancora i poliziotti della Volante sono dovuti intervenire per bloccare una rissa in corso.
Quando gli agenti arrivano, i ragazzi sono ancora lì: uno dei pescaresi ha un labbro spaccato, niente di grave, minimizzano tutto e la cosa sembra finire così. La questione pare risolta e infatti la serata prosegue senza ulteriori interventi della polizia per eventuali altri scontri.
Ma è solo apparenza. La questione è solo rimandata al giorno successivo, cioè ieri. Il gruppo di pescaresi, da quanto emerso da una prima ricostruzione, avrebbe dato appuntamento ai due nordafricani al molo nord per un chiarimento. Chiarimento al quale però, sempre i pescaresi, si sarebbero presentati ben attrezzati. Chi li ha visti in azione racconta di mazze, caschi, coltelli e perfino di un martello, ma quando arriva la polizia sparisce tutto, lanciato, pare, in fretta e furia nel fiume.
Le botte però ci sono. Urla, grida, pugni e insulti che richiamano l’attenzione dei tanti in giro a quell’ora tra il molo nord e il ponte del Mare. Qualcuno chiama il 113 riferendo di una violenta rissa in corso. E le volanti arrivano di lì a pochissimo. I poliziotti identificano tutti. Sono gli stessi della sera prima. Ancora, nessuno parla. Ma stavolta i poliziotti li fanno andare tutti in questura per ricostruire dinamiche ed eventuali responsabilità. Non ci sono feriti e a fine serata tutti i protagonisti vengono rimandati a casa. La promessa è che saranno tenuti d’occhio. Il rischio, a giudicare da queste prime performance di giugno, è che la città torni a registrare, nonostante il coronavirus e tutti i protocolli che questo si porta dietro, un’altra estate di liti e risse tra giovanissimi. Come la scorsa estate, scandita dalle aggressioni nella zona del lungomare. (s.d.l.)
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