Risse e rumori nel centro storico: 500 firme per chiedere i danni

L’ultimo pestaggio notturno ai danni di un 27enne fa esplodere la rabbia di residenti e negozianti «Musica e schiamazzi fino alle 4, ragazzi ubriachi e pipì per strada: da anni non ci ascolta nessuno»
PESCARA. «I fuochi d’artificio per fare festa in strada», tra i palazzi del centro storico. «La musica a palla fino a notte fonda» che lasciano “insonni” i residenti di corso Manthoné e dintorni. «La pipì che produce un fetore insopportabile» e che scivola lungo i marciapiedi di largo dei Frentani, anche se c’è un bagno chimico rivestito in legno incassato tra i muri delle case. Sbottano i residenti di Pescara vecchia a pochi giorni dalla rissa in corso Manthoné provocata da un gruppo di ragazzi che ha picchiato un 27enne finito in ospedale con un frattura al setto nasale e che dovrà anche essere operato a un occhio. E annunciano la raccolta di almeno 500 firme «per chiedere i danni morali e materiali al Comune, a cui da anni denunciamo rumori molesti in questa zona, ma nessuno ci ascolta».
L’ultimo episodio di violenza, dopo quello dei giorni di Natale intercettato dal ministro Matteo Salvini che pubblicò sui social le immagini della scazzottata pescarese, è passato di chat in chat e ricostruito minuto per minuto sui telefonini dei residenti che hanno sentito le urla dalle finestre. «Hanno mandato il messaggio anche a me», rivela Silvana Ciccone, della Bottega delle Streghe, che legge sul cellulare la sequenza del fatto, «all’1.50 è scoppiata la rissa ed è stato un fuggi fuggi generale, qualcuno ha allertato le forze dell’ordine che sono poi arrivate. Alle 2.09 il ragazzo ferito non si è mosso e ha tenuto il ghiaccio in faccia, alle 3.40 è tornata la polizia per verificare la situazione. Non è la prima volta che succede, qui la notte si riempie di ragazzini che si ubriacano con i cicchetti a un euro», rileva la negoziante residente in piazza Garibaldi che mostra «lo scandalo» nel retrobottega: «Non posso aprire la porta del negozio che dà su largo dei Frentani, al buio, per il puzzo di pipì proveniente dai marciapiedi. Il Comune ha fatto mettere il bagno chimico», dice indicandolo, «ma non ci entra nessuno, la fanno fuori. Lungo le strade del centro storico la sera fanno i fuochi d’artificio per festeggiare lauree e compleanni e ogni notte sopportiamo schiamazzi fino alle 4 del mattino. Stiamo raccogliendo le firme per farci pagare i danni di rumori e degrado». L’amica Onorina Vernarelli racconta di aver «denunciato tre locali per superamento dei decibel confermati dai rilievi fonometrici dell’Arta, ma sono passati tre anni e nessuno sa come è andata a finire. Da una discoteca di via Catone ci arriva musica a palla fino alle 4 del mattino, non riusciamo a dormire. Ci siamo lamentati con i titolari, ci hanno risposto che le mura sono insonorizzate, ma lasciano la porta aperta e quando tutti escono dai locali urla e schiamazzi proseguono. Siamo esasperate, non sappiamo più cosa fare per farci ascoltare».
Gli esercenti del centro storico spengono le polemiche. Nicola Pasetti, di Pass cocktail bar: «Non mi sono accorto di nulla, i controlli ci sono». Umberto Fiorillo del bar Manthonè: «La movida è ripartita alla grande, le risse sono ovunque e molti locali hanno la loro security». Stessa linea di pensiero da risto Casa Flaiano: «Girano anche le ronde private, purtroppo capita che i ragazzi litighino».

