Ristoratore trovato morto, il racconto del fratello: «Sono entrato dalla finestra, era accasciato»

10 Febbraio 2026

Francesco Terra aveva 47 anni: alla guida con il cugino dello storico locale di famiglia sul lungomare, stroncato da un malore in casa

PESCARA. Pescara dice addio al Presidente: è così che il ristoratore Francesco Terra, 47 anni, comproprietario della “Murena” assieme al cugino Massimo, veniva chiamato dagli amici ed ex compagni di classe. Nella tarda mattinata di ieri è stato ritrovato senza vita nel suo appartamento, al piano terra (dove abitava da solo), sul lungomare Matteotti, a pochi passi dallo storico locale di famiglia. In base ai primi accertamenti, pare che la morte sia stata causata da un malore. La ricognizione cadaverica verrà effettuata oggi e intanto la salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Pescara.

È stato il fratello maggiore Alessio, per anni alla guida dello stabilimento balneare “La Croce del Sud”, a lanciare l’allarme. Sul posto, intorno alle 13, sono arrivati gli operatori sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, e la polizia. Spiega Alessio: «Francesco non rispondeva al telefono da due giorni, anche se in realtà qualcuno in giro lo ha visto. Ma questo è un particolare che ho avuto modo di scoprire solo stamattina (ieri ndr), anzi poco fa. Mi sono precipitato a casa sua, ma non apriva. Sono entrato dalla finestra e l’ho visto accasciato. Ho provato a svegliarlo, ma nulla. Mi sono avvicinato e ho capito. C’era anche del sangue. Ho chiamato immediatamente i soccorsi». Poche parole e uno sguardo perso. Per Alessio e la sorella Katiuscia, sembra di vivere un incubo. Cercano di rimanere lucidi, ma non è facile.

Francesco era l’ultimo di quattro fratelli. Oltre ad Alessio e Katia (come la chiamano tutti), c’è anche l’altra sorella Morena. Sono figli di Mario e Annamaria, per 50 anni nella cucina del ristorante “La Murena”. Una famiglia molto conosciuta in città, con una storia che parte da lontano, fatta di «tanti sacrifici e lavoro», come sottolineano alcuni amici. Due famiglie in una, in realtà, perché oltre a Mario e ad Annamaria, ci sono il fratello di lui Antonio, e Concetta, sorella di lei (genitori di Alfonso e Massimo). Tutti insieme, dal carretto con cui gli uomini andavano a vendere il pesce, hanno messo in piedi il ristorante “La Murena”, dal 1971 meta anche di tanti artisti ospitati in città, e gli stabilimenti “La Croce del Sud”, gestito da Alessio Terra fino a due anni fa, e “Oriente”, guidato da Alfonso.

E ieri, a ora di pranzo, dopo aver appreso la tragica notizia, in tanti si sono precipitati sul lungomare Matteotti, davanti all’appartamento di Francesco. Nel rione della Marina dove si conoscono tutti da sempre, c’è dolore e sgomento per quanto accaduto così all’improvviso, «senza avvisaglie», dice qualcuno. «Come è possibile, perché proprio lui?». In tanti si assiepano davanti all’ingresso dell’abitazione, sul marciapiede a ridosso dell’ingresso di Villa de Riseis, in attesa dei rilievi della polizia scientifica. Vogliono capire cosa è successo e stare vicino ai famigliari. «Siamo rimasti tutti senza parole», dice una vicina di casa. «Non è giusto».

Tra i tanti, anche il balneatore Domenico Pagliari: «Francesco era un ragazzo eccezionale, molto buono e generoso, forse anche troppo. A volte le persone si approfittavano di lui. Un grande lavoratore. Amava viaggiare e visitare paesi lontani. Appena poteva, prenotava un volo per il Brasile o la Thailandia, senza mai dimenticare la sua città e la famiglia. E poi aveva una passione smisurata per il Pescara calcio: guai a chi toccava la squadra biancazzurra. Super tifoso da sempre». E aggiunge: «L’ho incontrato qualche giorno fa nel quartiere. Era il solito Francesco: allegro e indaffarato allo stesso tempo. In tanti possono confermare quello che penso di lui. Dopotutto, chi non ha mangiato, di sicuro più di una volta, alla Murena?».

Ultimamente, a detta di altri conoscenti e amici, al ristorante Francesco si vedeva meno. Ma era comunque la sua vita: un’impresa di famiglia, gestita con amore dai genitori e negli ultimi anni da Francesco e dal cugino Massimo. Tanti i messaggi di cordoglio lasciati sul profilo Facebook di Francesco: «Questo scherzo non me lo dovevi fare», scrive un amico. «Ci eravamo promessi che ci saremmo visti presto per farti conoscere mia figlia. Riposa in pace». E ancora: «Questa notizia mi ha scioccato...ciao Francé!».

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