«Riunioni con la porta aperta»

17 Giugno 2023

L’assessore Albore Mascia: con Trisi solo incontri ufficiali in Comune

PESCARA. «Le istituzioni non possono e non devono inseguire il gossip e le voci che corrono nei corridoi di palazzo di città». Lo dice Luigi Albore Mascia, assessore ai Lavori pubblici, teorico e praticante della divisione dei poteri .
Negli atti d’indagine pare non esserci telefonata tra lei e il dirigente arrestato Fabrizio Trisi: che rapporto c’era tra voi?
«Non escludo di aver fatto qualche telefonata per avere contezza sull’andamento dei lavori in città ma io convoco riunioni: in quattro anni ne avrò convocate più di duecento, a porta aperta, ovviamente non solo con la partecipazione del livello apicale ma di tutti i tecnici interessati; non ho mai convocato riunioni ad personam».
Riunioni a porta aperta perché non si fidava di Trisi?
«No, sono solito stare nella mia stanza e, quindi, convoco riunioni istituzionali. Significa che la convocazione viene mandata via pec e via mail ai destinatari con 10 giorni di anticipo su un tema prestabilito: non mi piace fare riunioni private e personali perché ritengo che l’attività amministrativa debba essere fatta con le porte aperte e con una molteplicità di persone interessate alle opere pubbliche».
La sua stanza, al secondo piano del Comune, non è lontana da quella di Trisi: ha mai avuto sentore che in quell’ufficio accadesse qualcosa di strano?
«La mia stanza si trova in un corridoio diverso dal corridoio in cui ci sono gli uffici e io molto di rado mi reco negli uffici; se necessario preferisco far chiamare, dal mio segretario, i dipendenti con cui ho bisogno di relazionarmi e sono loro a venire nella mia stanza; io non frequento gli uffici perché non è il mio compito: l’attività gestionale è affidata ai dirigenti e alla parte burocratica».
Quindi, lei è sorpreso al pari del sindaco?
«Sorpresissimo. Aggiungo che Trisi per cinque anni, dal 2009 al 2014, è stato dirigente ai Lavori pubblici quando io ero sindaco e, in quegli anni, abbiamo realizzato opere straordinarie: la pedonalizzazione di via Battisti, via Firenze e via Mazzini; abbiamo riqualificato chilometri di riviere. E all’epoca non c’è stata mai ombra sull’attività dei lavori pubblici: l’opposizione, che veniva dalla vicenda D’Alfonso, scrutinava atto per atto la nostra attività amministrativa e non ha trovato mai niente di strano. Evidentemente, questo tracollo emotivo, psicologico e umano è un fatto più recente. Di certo, ogni volta che mi sono relazionato con Trisi ho avuto grandissimo rispetto e mi sembrava che avesse contezza di ciò che diceva e delle procedure da seguire. Poi, le gare non devono interessare alla politica».
Questa storia le provoca più rabbia o più tristezza?
«Mi lascia tanta tristezza e anche tanta rabbia intesa come delusione umana rispetto a comportamenti che non avrei mai potuto immaginare. Tutto il resto, poi, attiene alle strumentalizzazioni dell’opposizione: noi non ci siamo comportati così in altri casi e nessuno di noi si è mai permesso di alimentare sospetti sulle persone sottoposte ad attività inquirente della magistratura».
Il Pd, nelle 14 domande rivolte al sindaco, dice che lei si è disinteressato dai Lavori pubblici: è vero?
«Non mi sono mai disinteressato dei Lavori pubblici, me ne sono interessato con le modalità che io stesso ho deciso. Se il Pd vuole capziosamente dire che non mi sono interessato delle attività di affidamento, allora, per me è un complimento. Per il resto, ho oltre duecento lettere di convocazioni di riunioni: ho lavorato come un asino per 4 anni, sono in Comune da 25 anni, mi sono guadagnato il rispetto della città e la gente mi saluta con affetto. Poi se si vuole far diventare politico ciò che politico non è, ne prendo atto». (p.l.)