Riunioni finite in rissa e ricorsi al giudice nel condominio delle liti

6 Marzo 2017

Tra gli ex amministratori anche Stefania Ariosto, già fidanzata di Vittorio Dotti e testimone chiave dei pm durante Tangentopoli

MONTESILVANO. L’ultima riunione condominiale risale al 30 giugno 2015 dopo che, tra battaglie legali, liti e riunioni finite in rissa, il giudice Bozza del Tribunale di Pescara affidò la gestione del palazzo a un amministratore giudiziario, Gabriele Di Blasio. Prima di lui, che viene accusato di aver abbandonato il condominio a quell’ultima riunione del 2015, si sono susseguiti tre amminstratori. E tra questi figura Stefania Ariosto, l’ex fidanzata di Vittorio Dotti, l’ex teste Omega che a metà degli anni Novanta diventò teste d’accusa per il clamoroso caso della corruzione dei giudici romani, raccontando delle conversazioni che nella crociera a bordo del Barbarossa di Previti «non si parlava d'altro che della questione Mondadori; Previti si vantò che la “guerra di Segrate” con De Benedetti non era stata vinta da Dotti, bensì da lui, comperando i magistrati. Sembrava di poter disporre di fondi illimitati alimentati, a suo dire, da Berlusconi». Dichiarazioni che avviarono una catena di indagini e di processi penali e civili esponendo la Ariosto a un clamore mediatico enorme.

Ebbene, dopo quella tempesta Stefania Ariosto ebbe modo di tornare a Montesilvano, proprio in via Isonzo 6, dove i genitori avevano acquistato un appartamento di cui la signora rilevò poi le quote degli altri eredi, acquistando anche un secondo appartamento, un attico che ha poi rivenduto.

Oggi in quel palazzo abita il fratello Carlo Ariosto, lo stesso che riferisce al Centro delle battaglie sue e della sorella «per ridare decoro al bel palazzo realizzato nei primi anni Settanta sul modello del Guggenheim e ridotto in pieno degrado dopo i 28 anni di gestione dell’ammnistrazione condominiale di Franco Di Primio». Lo stesso che per quella battaglia nei suoi confronti, sposata per la verità da una buona metà dei condomini, ha avviato nei loro confronti un’azione penale per calunnia. «L’udienza c’è ad aprile», afferma Di Primio, «io so solo che ho amministrato il palazzo per 28 anni con tutti i bilanci approvati e dopo cinque anni non ho avuto mai ancora un reclamo. La Ariosto arrivò dicendo che si doveva revisionare la mia contabilità, che mancavano dei soldi, ma io ho tutte le carte e la perizia non è mai stata fatta da nessuno». Intanto però, dopo 28 anni di gestione Di Primio, fu proprio Stefania Ariosto a convincere circa 550millesimi del palazzo a stare dalla sua parte. Di Primio finisce il mandato il 31 agosto del 2012, subentra un secondo amministratore, Cellini, ma non va oltre i tre mesi. E nel 2013 subentra proprio Stefania Ariosto che resta un anno alla guida del palazzo. A darle effettivamente una mano è proprio il fratello Carlo che abita ancora lì, e che oggi ricorda tutti gli sforzi per rilanciare e ridare decoro al palazzo che tra l’altro negli anni Ottanta ospitava al piano terra una delle più frequentate discoteche della zona, il Lenny’s Club. Ma evidentemente le divisioni sono tante se anche gli Ariosto hanno dovuto lasciare. E il giudice del Tribunale decide, dopo delibere impugnate e ricorsi che rendevano ingestibile il palazzo di affidarlo, nell’agosto 2014, a un amministratore giudiziario. È Di Blasio. Ultima riunione 30 giugno 2015. (s.d.l.)

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