Riviera, ricorso al Tar degli ambientalisti

23 Giugno 2023

Italia nostra e residenti contro la delibera del Comune che consente di costruire edifici più grandi

PESCARA. È scontro tra Comune e ambientalisti per una delibera di recepimento delle norme del Decreto sviluppo, approvata nel marzo scorso dal consiglio, che consente di ampliare le cubature degli edifici sulla riviera. Per questo motivo, Italia nostra e la neonata associazione Salviamo Pescara e la riviera ieri hanno annunciato di aver presentato un ricorso al Tar per far annullare il provvedimento. Erano presenti i presidenti di Italia nostra Massimo Palladini e del comitato Lorenzo Passeri.
«Con questa delibera approvata il 9 marzo scorso», ha spiegato Palladini, «il consiglio comunale è tornato a deliberare per la seconda volta sul recepimento del Decreto sviluppo modificando il precedente provvedimento del 2017. Con tale recepimento l’amministrazione comunale colpisce espressamente una delle aree di maggiore pregio della città, ossia la riviera consentendo la realizzazione di nuovi edifici con sagome notevolmente incrementate, fino al 55 per cento in più, in deroga al Piano regolatore».
«Noi fummo critici anche con la prima delibera approvata durante la precedente amministrazione», ha ricordato Palladini, «adesso, addirittura, si aumenta la cubatura in zone delicate come la riviera favorendo la realizzazione di una muraglia per nascondere la visuale del mare. Tutto questo, contraddicendo la linea seguita da Piccinato e da altri architetti che prevedeva di mantenere gli edifici bassi sul mare». «Per questo motivo», ha fatto presente il presidente di Italia nostra, «noi abbiamo prima fatto un appello di dieci personalità, abbiamo ottenuto un incontro dove ci hanno promesso una commissione. Ma tutto ciò non è avvenuto e, quindi, entro i termini abbiamo presentato il ricorso al Tar anche sostenuti da un comitato di cittadini che si è appena formato, chiamato Salviamo Pescara e la riviera».
«Oltre all’opposizione di merito», ha aggiunto, «noi non possiamo accettare che le variazioni urbanistiche siano fatte con delibere. Se si vuole, ad esempio, cambiare il Piano regolatore c’è una procedura per modificarlo. In questo modo io posso fare osservazioni migliorative e opposizioni. C’è, dunque, un processo lungo che permette a cittadini, associazioni e tecnici di migliorare il prodotto. In questo caso, non si è fatto tutto questo, questa delibera è una vera variante urbanistica. Devono dire ai cittadini che sulla riviera vogliono realizzare dei grattacieli».