Rocco Papaleo, ju Boss e la dignità meridionale

9 Settembre 2014

Ospite a Pescara del Premio Aurum, l’attore lucano ha sottolineato la vicinanza di Abruzzo e Basilicata

PESCARA. «Abruzzo e Basilicata due identità simili, due regioni piccole e di brave persone, le eccezioni negative guarda caso si trovano nella politica, ma il popolo abruzzese è bello perchè è dignitoso». È bastato un accenno di domanda per far partire Rocco Papaleo - domenica a Pescara per il Premio Aurum- in un omaggio sincero e toccante alla terra d'Abruzzo e alla sua città più martoriata. «Ho molto frequentato l'Aquila dove ho girato l'ultimo film prima del terremoto nel 2008, "L'amore non basta" di Stefano Chiantini (nativo di Avezzano, ndc). E poi ci sono tornato da inviato per una trasmissione di Mi manda Rai 3: lì ho avuto prova della dignità straordinaria degli aquilani», ha raccontato l'attore e regista lucano nel piazzale Michelucci prima di ricevere il Premio Aurum per il cinema 2014 per il suo “Basilicata coast to coast” (2008), «esempio di valorizzazione territoriale nelle sue mille sfaccettature, anche gastronomiche, in linea con la mission del premio Aurum», come evidenziato da Arianna Di Tomasso, motore del premio quest'anno alla terza edizione. «Sono molto legato all'Aquila», ha continuato Papaleo «frequentavo anch'io la cantina "Ju Boss", fortunatamente rimasta illesa dopo il sisma. Di quel posto mi colpiva la presenza di tutti gli strati sociali, un mix che si ritrova in alcuni nostri paesi. È quello che dobbiamo riguadagnare: il contatto, la connessione tra noi meridionali per risorgere. Il Sud si riscatterà se una classe politica appena illuminata ce lo consentirà, c'è bisogno di qualcuno che ci guidi». Per Papaleo altro motivo di contatto con l'Abruzzo è la collaborazione con il musicista teramano Arturo Valiante, suo compagno al pianoforte nello spettacolo di teatro-canzone che si prepara a riportare in tournée. «Arturo è il prolungamento della mia essenza di musicista. È la musica che io non posso arrivare a suonare. Nel lavoro di attore mi sono sempre aiutato con la musica», ha aggiunto «quando canto recito e quando recito canto senza farmi accorgere».

«Il premio Aurum? Ricevere un premio è già un premio. Trovo la situazione molto accogliente, da quando qualche mese fa Arianna Di Tomasso mi ha chiesto di partecipare a questa serata, quasi un corteggiamento da parte sua, come se ne avessi bisogno..». L'attore-regista di Lauria (Potenza) è poi tornato sul tema a lui caro dell'attaccamento alle radici: «può essere una risorsa», ha affermato «purchè non diventi una barriera invalicabile, campanilismo, ostilità verso gli altri. Nel sud c'è bisogno di forza e onestà, dipenderà da chi governa saperla esprimere». Dal 25 settembre Papaleo sarà di ritorno sul grande schermo con Sergio Castellitto e Valeria Bruni Tedeschi nella nuova commedia di Daniele Ciprì "La buca", storia ordinaria ma ricca di spunti di riflessione.

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