Roghi dolosi divorano querce e ginestre

Seconda giornata di emergenza per gli incendi nelle contrade Riga e De Contra. In alcuni punti, il fuoco ha sfiorato le case
CARAMANICO TERME. Sin dalle prime ore del mattino, sono rincominciate ieri le operazioni di spegnimento dell'incendio che il giorno prima aveva incenerito un vastissimo territorio che si estende tra le contrade Riga, De Contra e Coste di Caramanico. Al affiancare l'azione di un Canadair (che aveva lavorato anche nella giornata di mercoledì) alcuni elicotteri e squadre di vigili del fuoco di Alanno, Chieti e Pescara, coadiuvati dai carabinieri forestali e dai volontari della protezione civile provenienti da vari centri della Val Pescara, oltre al personale del Comune di Caramanico diretto dal sindaco, Simone Angelucci.
Dopo l'intera mattinata di lavoro, solo nelle prime ore del pomeriggio si è avuta la sensazione di essere riusciti a controllare i roghi ardenti nelle varie zone interessate, anche se fino a sera non si è stati certi di averli completamente spenti. Nella mattinata di oggi infatti riprenderanno le operazioni di controllo dei focolai che potrebbero essere ancora accesi sotto le ceneri della vasta area bruciata, oltre 70 ettari, per lo più coperta da ginestre, querce, pinete, ma anche vaste zone tenute a pascolo o lasciate incolte.
Il sindaco Angelucci non ha dubbi: gli incendi hanno origine dolosa visto che si sono rilevati vari punti di innesco delle fiamme, tutte partite però dal versante sud della Valle dell'Orfento: una zona impervia, coperta da una vegetazione secca per la mancanza di piogge che si registra in questo periodo.
Le fiamme in contrada Riga e De Contra si sono avvicinate anche a molti fabbricati sparsi e i soccorritori hanno preminentemente prestato la loro opera per mettere in sicurezza case e famiglie. Sia ieri che mercoledì, è stata disposta dal sindaco la chiusura al traffico, per motivi di sicurezza, della strada comunale che collega De Contra con la statale 487 e il centro abitato.
Un altro rogo è divampato a San Giacomo di Sant'Eufemia, in località Valle dei Lupi. Sono andati a fuoco una decina di rotoloni di fieno stanziati sul campo da cui erano stato falciati, in attesa di essere ritirati e stoccati. Si ritiene anche qui l'origine dolosa.
A domarlo i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile di Manoppello, che sono riusciti a evitare che l’iuncendio si espandesse nel territorio circostante, anche questo coperto da querce, e dove è presente anche un campeggio. Il presidente dell'associazione Terre Majella Morrone, Antonello Di Giovine, denuncia l'accaduto come mancanza di vigilanza «poiché» dice «quei rotoloni erano depositati lì da alcuni anni, dunque facilmente infiammabili».
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