Romandini va alla Corte d’Appello di Roma

2 Settembre 2017

Accolta la domanda del giudice del tribunale di Chieti che emise la contestata sentenza su Bussi

PESCARA. Il giudice Camillo Romandini, attualmente presidente di sezione del Tribunale di Chieti, lascia il suo incarico per assumere, a sua domanda, quello di consigliere alla Corte d’Appello di Roma. Il decreto di conferimento è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia, n. 16 del 31 agosto. Romandini, 56 anni, è arrivato secondo al concorso per la copertura di 14 posti da consigliere nella Corte d’appello della capitale al quale hanno partecipato 66 magistrati. Il giudice ha maturato la decisione di lasciare Chieti in prossimità della fine del suo mandato avendo trascorso in piazza Plebiscito otto anni da quando fu trasferito dal tribunale di Pescara. L’ultimo grande processo del quale si è occupato Romandini è stato quello per la discarica dei veleni di Bussi. Un processo finito con una contestata assoluzione per gli imputati (amministratori e dirigenti della Edison e funzionari addetti alla protezione ambientale) dal reato di avvelenamento delle acque destinate all'alimentazione, mentre per quello di disastro ambientale, derubricato a colposo, è intervenuta la prescrizione. Per questo processo il giudice è stato indagato dalla procura di Campobasso ma il procedimento a suo carico è stato archiviato. Mentre il ministro Andrea Orlando aveva esercitato un’azione disciplinare chiedendo al pg della Cassazione di indagare.
Nello stesso Bollettino del ministero viene pubblicato il decreto con il quale il consigliere della Corte d’Appello dell’Aquila, Luigi D’Orazio, assume le funzioni di consigliere (settore civile) alla Corte di Cassazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.