Rotto tubo dell’acqua Fontanelle nella melma

12 Novembre 2014

Contadino danneggia con l’aratro la condotta e dalla collina di Sambuceto il fango invade via Caduti per servizio. I residenti: «È una vergogna»

PESCARA. Il pasticcio l’ha combinato un contadino mentre arava il suo terreno dove passa la condotta d’irrigazione che dalla collina di Sambuceto porta l’acqua ai campi della Fondovalle Alento. Un foro di 15 centimetri nella tubatura della condotta delle acque bianche ha gettato nel panico le famiglie che vivono tra i palazzoni delle 540 case popolari di via Caduti per Servizio, nel cuore di Fontanelle.

Da due giorni i cittadini sono costretti a fare i conti con la melma, le pozzanghere e gli allagamenti, con le attese infinite ai centralini dei vigili urbani, dell’Aca e del consorzio di bonifica e, qualcuno di loro, con le anticamere agli uffici delle amministrazioni di Pescara e San Giovanni Teatino.

«E’ una vergogna», scrollano la testa le mamme, raccolte in un capannello all’altezza del terminal bus completamente sommerso da un tappeto di fango e foglie. «Ci mancava solo questo disastro», ribatte il proprietario di un banchetto che vende la frutta e la verdura agli inquilini delle case popolari. Di fronte allo spettacolo degli stradoni completamente sommersi dall’acqua sporca, all’asfalto in frantumi e ai marciapiedi impraticabili, la gente chiede soltanto di conoscere chi e quando arriverà a ripristinare la normalità nel quartiere. E poco importa di chi sia la competenza. Da circa 48 ore dalla collina di Sambuceto sta venendo giù un fiotto d’acqua a cascata. Alcuni tombini ieri mattina sono stati aperti per tentare di far defluire il più possibile l’acqua pompata a ritmo di 70/80 litri al secondo. Ma la forza torrenziale ha avuto la meglio sugli interventi riparatori abbozzati dalla mano dell’uomo.

«La competenza non è nostra: noi non c’entriamo nulla con tutta questa storia», si affretta a ribadire Lorenzo Livello, direttore tecnico dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca). Gli altri, i vertici del Consorzio di bonifica che si occupa della realizzazione e manutenzione delle opere d'irrigazione che ricadono nei bacini dei fiumi Saline, Pescara, Alento e Foro, confermano la necessità di attendere ancora qualche ora. «Ci vuole tempo per sistemare la rottura», dicono i tecnici raggiunti al telefono dopo le proteste dei residenti di via Caduti per servizio, «la conduttura delle acque bianche ha un diametro di 500 millimetri, in alcuni punti addirittura di 1.000. Abbiamo provato a inviare due operai per sistemare delle chiusure, ma sono saltate. A questo punto bisognerà aspettare che si svuoti prima di procedere con la sostituzione del tubo. Questo è un impianto lunghissimo, parte da San Martino, all’altezza del terzo salto dell’Enel di Chieti Scalo e arriva fino a Colle Renazzo, a Pescara, dove si trova l’impianto di sollevamento che pompa l’acqua a tutti i campi della Fondovalle Alento». A causare il guasto, all’altezza di un terreno privato che si estende lungo la collina di San Giovanni Teatino, è stato un contadino con il suo aratro. Il mezzo agricolo, utilizzato per smuovere il terreno e prepararlo alla semina, ha sbattuto in pieno contro la tubatura, probabilmente toccando un punto poco profondo e provocando un buco di circa 15 centimetri. Immediatamente è iniziato a venire giù un fiume d’acqua a cascata che si è riversato lungo gli stradoni delle case popolari di Fontanelle, sommergendo strade e marciapiedi. «E’ da lunedì che sta uscendo l’acqua», si rammarica Giovanni Federico, che abita nella palazzina verde al civico 53, «prima ho fatto segno alla polizia di fermarsi, ma è passata dritto senza fermarsi. Poi è arrivata una macchina dei carabinieri e anche loro se ne sono andati senza neanche ascoltarmi. Allora sono andato al comando dei vigili di Sambuceto. Mi hanno chiesto il nome della strada e quando hanno sentito via Caduti per Servizio hanno risposto che dovevano indagare per verificare se la competenza fosse di Pescara o di San Giovanni Teatino. Io gliel’ho detto chiaro e tondo: l’acqua scende dalla collina di San Giovanni Teatino, ma sta allagando tutte le case popolari di Pescara. Anche dagli uffici del Comune non mi sanno dire niente: durante la campagna elettorale tutti a complimentarsi di quanto era diventata bella e sicura Fontanelle, adesso nessuno che si preoccupa di muovere un dito. E mentre non capiscono chi deve intervenire, noi è da due giorni che siamo ridotti in questo stato».

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