Sacchi di calcinacci e mobili: mega discarica lungo il Saline

2 Marzo 2021

MONTESILVANO. Le restrizioni anti-Covid imposte dalla zona rossa non fermano gli attacchi ambientali ai danni del fiume Saline e dei corsi d’acqua che lo precedono, il Tavo e il Fino. A denunciare la...

MONTESILVANO. Le restrizioni anti-Covid imposte dalla zona rossa non fermano gli attacchi ambientali ai danni del fiume Saline e dei corsi d’acqua che lo precedono, il Tavo e il Fino. A denunciare la presenza di una lunga serie di discariche abusive e di abbandoni di rifiuti lungo le sponde dell’intero bacino fluviale montesilvanese sono i volontari dell’associazione Nuovo Saline onlus. Nel corso di una delle attività quotidiane di perlustrazione del territorio, infatti, il personale volontario coordinato dal tecnico ambientale Gianluca Milillo ha riscontrato la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti, sia domestici che del settore edile, abbandonati recentemente lungo le strade sterrate che costeggiano il fiume.
In particolare, le ultime discariche abusive sono state rinvenute in località Congiunti, quindi nel punto in cui i fiumi Tavo e Fino confluiscono dando origine al Saline, a pochi passi dalle acque fluviali. È proprio in questo punto, su strade poco battute, che i volontari hanno scoperto diversi sacchi neri e verdi di grandi dimensioni contenenti calcinacci e inerti vari, affiancati da tubi, secchi utilizzati per impastare la calce e scarti provenienti dai cantieri edili. A questo, si aggiunge un’ulteriore discarica a cielo aperto, sempre nella stessa zona, dove trovano spazio dei mobili di legno (armadi, cassetti, comodini), decine di pneumatici, bidoni di vernice, lampadari rotti, pezzi di ferro. Come già fatto in passato, anche in questa occasione il tecnico ambientale Milillo lancia il proprio grido d’allarme per sollecitare le autorità a fare maggiori controlli lungo tutta l’asta fluviale. «Da quando siamo in emergenza sanitaria», commenta l’ambientalista, «i controlli, già sporadici, sono cessati. Purtroppo non possiamo dire altrettanto in merito alla presenza di tutti coloro che compiono reati ai danni del bacino fluviale, della sua flora e della sua fauna, come cacciatori e pescatori abusivi, dispersori di rifiuti, ladri di ghiaia e di legname che continuano ad agire indisturbati. E così anche con il territorio dichiarato zona rossa è possibile girare con un furgone carico di rifiuti e scaricarli lungo il fiume. E questo costante paradosso lo paga, da sempre, il fiume». (a.l.)