Saldi, corsa all’affare prezzi ridotti del 50%

Negozianti critici con chi ha anticipato i tempi. Si spera nel sole
PESCARA. In qualche negozio i saldi sono cominciati già da un po’, in altri le vendite di fine stagione prendono il via tassativamente questa mattina e in altri ancora è sempre tempo di sconti. Il via ufficiale dei saldi è oggi, a Pescara come nel resto della regione, e la data conclusiva è fissata al 4 marzo, per una durata massima di 60 giorni, ma qualcuno ha anticipato i tempi, riducendo i prezzi della merce in vendita con un po’ di anticipo. E questa furbata non va giù a tutti.
Maurizio Mataloni, di Voyage - Eclair, in via Nicola Fabrizi, sottolinea che «la legge è chiara e stabilisce che un mese prima delle vendite di fine stagione non è possibile effettuare i saldi pubblicizzandoli all’esterno. Invece è accaduto e nessuno è intervenuto. Noi siamo stati ligi, rispettando la normativa. Anche perché se una legge c’è, va rispettata». Sistemando la merce in vetrina con i nuovi cartellini (che contengono il prezzo pre-saldo, la percentuale di sconto e il prezzo finale) Mataloni fa notare che ormai i consumatori «sono informati su tutto» ma, volendo dare un consiglio, il commerciante suggerisce di valutare se «c’è effettivamente la convenienza e quindi controllare la differenza tra il prezzo applicato e quello precedente, senza sconto». In questo negozio storico la riduzione va «dal 20 al 30 per cento» anche perché «quasi tutta la merce ha il prezzo di vendita consigliato dal produttore». Ci sono, però, articoli con sconti più consistenti, e si può arrivare fino al 50 per cento, per merce degli anni precedenti che, sottolinea Mataloni, «ci viene chiesta dai clienti, specie in questo periodo di crisi e noi spieghiamo sempre che non si tratta di articoli della stagione in corso». Le aspettative non sono buone per questi saldi. «In genere le vendite di fine stagione invernali sono meno performanti di quelle estive, e le condizioni meteo influiscono parecchio. Molti hanno già speso a Natale, per fare shopping e per divertisi, per cui c’è una minore propensione agli acquisti. D’estate, poi, la popolazione raddoppia, in alcuni periodi» per cui i potenziali acquirenti sono molti di più. Mataloni appare scoraggiato anche da un altro fattore, e cioè l’introduzione della circolazione a targhe alterne, dal 12 gennaio, il martedì e il giovedì. «Sono preoccupato», commenta facendo notare che la decisione del Comune di limitare il traffico «non è una soluzione per lo smog» e ha il sapore di un provvedimento «cerchiobottista», studiato per accontentare un po’ tutti.
Non vede di buon occhio le targhe alterne, «specie all’inizio dei saldi», neppure Enzo D’Ottaviantonio, del negozio di abbigliamento da uomo “Ed’O”, in via Trento. Questa misura non «ci aiuta», fa notare, e il problema dell’inquinamento «non deriva dalle auto ma anche da altri fattori, come il riscaldamento». D’Ottaviantonio, che è anche rappresentante della Confcommercio, punta l’indice contro chi ha «aggirato la legge e anticipato i saldi» facendo ricorso a «sms e fidelity card». Il riferimento è prevalentemente ai grandi gruppi commerciali che raggiungono i consumatori in qualsiasi momento dell’anno attraverso un messaggino sul cellulare annunciando prezzi di favore. Queste realtà hanno «invaso Pescara», danneggiando le realtà locali più piccole, che sono «l’anello debole», ed è ovvio che questi gruppi hanno una forza di gran lunga superiore rispetto ai piccoli commercianti che in questo momento, in tempo di saldi, «non puntano a guadagnare di più ma a pagare tutta la merce acquistata, per chiudere dignitosamente la stagione» dopo un «buon Natale», sul fronte delle vendite. La speranza di queste ore è che «non piova», ma le previsioni non sono le migliori per oggi e domani, mentre per il lungo termine il titolare di “Ed’O” si augura che il commercio di Pescara riesca ad essere «attraente» ed è possibile che avvenga se la città riuscirà ad «offrire servizi» perché «vincerà tutto il centro, e non il singolo negozio». Il consiglio ai consumatori è di «prediligere i negozi che conoscono, con cui si ha già un rapporto». «Meglio spendere un po’ di più e fare acquisti di qualità anziché risparmiare», dice invece Fabiana di “K store”, in via Fabrizi, sottolineando che quest’inverno i pescaresi hanno evitato di fare le spese «più importanti». In questo outlet «gli sconti ci sono tutto l’anno» (e da oggi le riduzioni sono fino al 50%, su alcuni articoli) ma ora, a differenza di altri, «non tiriamo fuori merce vecchia».
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