Saldi, primo mese in rosso: negozi vuoti e in difficoltà

Dolci (Confesercenti): «È come un lockdown». Odoardi (Cna): «Servono più ristori» Padovano (Confcommercio): «In ripresa solo chi vende calzature e articoli sportivi»
PESCARA. Il bilancio del primo mese di saldi si chiude in rosso per le attività commerciali. La situazione Covid non dà tregua a negozi e piccole imprese in città, tormentate anche dalla morsa del caro bollette. «Non credo si possa parlare di mese dei saldi», ammette Marina Dolci, presidente di Confesercenti che ha associati nella ristorazione, nell’abbigliamento ma anche nei mercati rionali, «a gennaio non abbiamo venduto, è stato un lockdown di fatto. Purtroppo le restrizioni hanno spinto le persone a restare in casa e a comprare online. Aspettiamo la primavera, sperando che qualcosa si cominci a muovere. Chiediamo al governo e alla regione di attivare incentivi forti, sostegni e ristori per tamponare una parte delle perdite subite. Il confronto con lo scorso anno sembra in crescita, ma rispetto a due anni fa il calo è vertiginoso. Oggi (ieri per chi legge) era sabato e non ho mai avuto il negozio così vuoto. Avremmo potuto restare chiusi».
GLI ARTIGIANI Non sorridono neppure gli artigiani. «In questo momento le criticità sono tante», spiega Cristian Odoardi, presidente della Cna, «soprattutto a causa delle restrizioni anti Covid, che hanno bloccato il movimento sia nei negozi che nei ristoranti, ma più in generale nelle piccole e medie imprese artigiane. Una situazione che oggettivamente non è rassicurante neppure per i prossimi mesi, anche se è chiaro che in questo momento la cosa che preoccupa di più sono le bollette, praticamente triplicate. Credo che i piccoli e medi imprenditori, che in questa fase riescono a restare aperti, dovrebbero essere considerati degli eroi. Nonostante le poche vendite, molti di loro stanno cercando di mantenere tutto il personale senza ridurlo. Anche perché se si licenzia poi c’è meno gente che spende per fare acquisti e si entra in un circolo economico vizioso. Molte attività stanno stringendo la cinghia e cercano di non far pesare questa situazione sulle spalle dei dipendenti, ma servirebbero più aiuti. Come Cna, ci stiamo impegnando per sollecitare una politica che, purtroppo eroga i ristori con troppo ritardo. Non sono contributi decisivi o determinati, ma ai negozianti bisogna dare segnali di speranza».
I settori in timida ripresa Ma il bilancio del primo mese di saldi non è negativo per tutti. «Per i negozi di calzature e quelli che vendono articoli sportivi, le cose non sono andate così male a gennaio», spiega Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara, «ci sono clienti ancora affezionati che, nonostante la pandemia spinga ad acquistare online, non abbandonano i loro negozi di fiducia». Sul bilancio dei saldi invernali, però, pesano anche le nuove norme sul Green pass, che dal 1° febbraio è diventato obbligatorio per negozi, banche e uffici pubblici. «Un meccanismo che ha reso ancor più la vita difficile a chi entra nei negozi e vuole solo curiosare», conclude Padovano, «alcune gioiellerie mi hanno fatto notare che molti clienti rinunciano ad entrare e vedere la merce proprio a causa delle troppe restrizioni».

