Salgono a 130mila le famiglie che non pagano più le bollette

Costi di luce e gas schizzano verso l’alto e previsioni pessime: ecco le ultime stime ufficiali
Un abruzzese su dieci non paga più le bollette. E due morosi su tre rivelano che per loro è la prima volta.
Le industrie soffrono, i negozi rischiano di chiudere, e nel frattempo migliaia di famiglie smettono di pagare le utenze domestiche. È l’unico modo per sopravvivere al caro energia che fa schizzare alle stelle i prezzi di luce e gas. Salgono infatti a vista d’occhio i numeri di famiglie e piccole imprese costrette a entrare nel libro nero dei morosi. Non per scelta ma per necessità.
In Abruzzo siamo ormai arrivati a quota 130mila. Qualcuno di questi rivela anche di non pagare le bollette da quasi nove mesi, cioè da quando sono scoppiate la guerra in Ucraina e le tensioni internazionale con la Russia. I morosi in Abruzzo sono oltre l’11% del totale delle utenze, secondo un’indagine appena uscita che lancia un messaggio estremamente allarmante sulla condizione economica dell’intero tessuto sociale.
L’impennata delle bollette vuol dire per le famiglie un costo medio annuo fino a 1.800 euro per la luce e quasi 5mila euro per il gas nelle zone con il clima più rigido. Almeno per la luce, questo è stato provocato da un raddoppio del prezzo a chilowattora in un anno, lo dice l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, mostrando numeri mai visti.
L’IMPENNATA DI MOROSI
«A causa dell’aumento del prezzo dell’energia 4,7 milioni di italiani hanno saltato il pagamento di una o più bollette luce e gas negli ultimi 9 mesi»: questa la stima fatta dalla piattaforma online facile.it tramite un’indagine su un enorme campione di utenti. Per l’Abruzzo, la percentuale di utenze non in regola con i pagamenti (oltre l’11%), è in linea con il resto del sud e del centro Italia, leggermente più della media italiana.
Che la percentuale sia schizzata in alto a causa della crisi energetica e del conseguente aumento delle bollette e dell’inflazione, lo dice un’altra domanda agli utenti: «Quasi due morosi su tre (62%) hanno detto che è stata la prima volta che hanno saltato il pagamento delle bollette», si legge nel risultato dell’indagine.
Il problema, inoltre, non riguarda soltanto le bollette. Sempre secondo l’indagine, infatti, il 6% non paga da tempo le spese condominiali, percentuale che sale ancora per i grandi centri abitati. E il numero dei morosi potrebbe salire ancora se dovessero crescere ulteriormente i costi energetici.
LA SPESA PER LE FAMIGLIE
La spesa per i consumi energetici è diventata insostenibile. Secondo le medie più aggiornate dell’Arera, in Abruzzo un nucleo familiare che arriva a consumare duemila metri cubi di gas – quindi residente in un ambiente grande e in zona climatica fredda – in un anno può spendere mediamente 4.786 euro.
Sempre secondo le tabelle Arera basta usare il gas solo per cucinare e per farsi la doccia, quindi senza considerare il costo per il riscaldamento, per spendere mediamente 1.166 euro ogni anno.
Non va assolutamente meglio per la luce. Un’utenza con normale contratto per abitazione di residenza – quindi con un massimo di 3 chilowatt di fornitura – può arrivare a spendere fino a 1.810 euro l’anno.
E se non si tratta della prima casa della famiglia, e magari è quella delle vacanze, allora il costo arriva a superare la soglia dei duemila euro annui.
L’IMPENNATA DEI COSTI
A produrre costi medi annui così enormi è ovviamente l’impennata del prezzo dell’energia. Per quella elettrica, in particolare, secondo l’Arera la scalata è cominciata ben prima dello scoppio della guerra in Ucraina: esattamente due anni fa, cioè alla fine del 2020 e in piena emergenza Covid.
In quel trimestre, però, un chilowattora costava mediamente (agli utenti del mercato tutelato) soltanto 19 centesimi di euro. Cifra che sembra appartenere a un’altra epoca rispetto a quella che viviamo oggi.
Un anno dopo, cioè nell’ultimo trimestre del 2021, infatti, il costo era già aumentato a 29 centesimi al chilowattora, nonostante nel frattempo fosse arrivata l’abolizione, decisa dal governo, degli oneri di sistema che facevano lievitare le bollette.
Poi alla fine febbraio di quest’anno è arrivata l’invasione russa dell’Ucraina, seguita dalle fortissime tensioni internazionali, che hanno fatto schizzare il prezzo dell’energia elettrica verso l’alto tenendolo per tutto il 2022 costantemente sopra alla soglia dei 40 centesimi di euro al chilowattora.
Nelle ultime settimane, con l’acuirsi ulteriore sia dello scontro bellico sia delle ripercussioni sui fornitori, è cominciata una nuova scalata improvvisa, che ha portato il costo dell’energia elettrica fino alla soglia record di 66 centesimi al chilowattora
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