Salgono a 203 i lavori usuranti per avere la pensione a 63 anni

22 Settembre 2021

Si chiamerà “Super Ape sociale”, ecco il nuovo elenco che ha già avuto il primo sì

L’AQUILA. Bidelli, saldatori, tassisti, falegnami, autisti di autobus e tranvieri, benzinai, macellai, panettieri: sono solo alcune delle nuove mansioni usuranti individuate dalla commissione istituzionale sui lavori gravosi per allargare l’Ape sociale, il meccanismo che attualmente consente ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensione prima del raggiungimento del 67° anno di età, la soglia individuata dalla legge Fornero. L’organismo, presieduto dall’ex ministro Cesare Damiano, ha approvato, al termine di una fase istruttoria durata alcuni mesi, un documento che ora il ministero del Lavoro trasmetterà al governo e alle Camere in vista della riforma del sistema previdenziale, che dovrà introdurre nuove formule di pensione anticipata in sostituzione di opzioni come la Quota 100 che terminerà a fine anno. La chiamano già “Super Ape sociale”.
COS’È L’APE SOCIALE.
Istituita nel 2017, l’Ape (acronimo che sta per anticipo pensionistico) permette a chi ha compiuto 63 anni di età, ha maturato 36 anni di contributi e rientra in alcune categorie di mansioni usuranti di anticipare l'uscita dal lavoro con un'indennità mensile - di importo massimo di 1500 euro lordi - che viene corrisposta fino all'età della pensione di vecchiaia, a patto di aver svolto quella mansione per sei anni negli ultimi sette o sette anni negli ultimi dieci. In base all’attuale normativa, la misura scadrà alla fine del 2021. L’intento del Governo è quello di renderla strutturale, ampliando di molto la platea dei lavori usuranti svolgendo i quali si ha diritto a chiederla. Dall’anno della sua istituzione al 2020, infatti, hanno usufruito dell’Ape sociale appena 4.300 lavoratori e una delle cause di questo scarso successo è stata la scelta dei codici identificatori delle mansioni “gravose”, che ha escluso diversi lavori. Un esempio su tutti: in base alla classificazione in vigore, gli operatori socio assistenziali (Osa) sono dentro mentre quelli socio sanitari (Oss) sono fuori. Risultato: negli ultimi 4 anni il 61% delle domande presentate (9.604 su 15.783) è stato respinto.
LE CATEGORIE.
La commissione sui lavori gravosi – istituita nel 2018 durante il governo Gentiloni ma che fino alla scorsa primavera non era mai stata operativa – ha stilato un elenco più esaustivo di professioni particolarmente pesanti: si passa da 15 a 57 gruppi e da 65 a 203 mansioni.
LAVORI GRAVOSI ATTUALI
I 15 gruppi in cui sono raggruppati, attualmente, i lavori gravosi sono i seguenti: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru e di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere; addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido; facchini e addetti allo spostamento merci; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia.
E ancora: operatori ecologici; siderurgici e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature; operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca; pescatori della pesca costiera, in acque interne e in alto mare; marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini.
LA PLATEA SI ALLARGA
L’elenco completo delle nuove mansioni usuranti per cui chiedere l’Ape sociale non è ancora stato reso pubblico. Una lista ancora parziale comprende bidelli, badanti e colf, saldatori, tassisti, falegnami, valigiai, conduttori di autobus e tranvieri, benzinai, conduttori di macchinari in miniera, insegnanti delle scuole elementari, commessi, cassieri, operatori sanitari qualificati, magazzinieri, portantini, forestali.
CHI LO HA DECISO
A elaborare il nuovo elenco è stato l’Inail usando dei criteri scientifici, ossia applicando ai mestieri identificati dal mansionario Istat tre indici: frequenza degli infortuni rispetto alla media, numero di giornate medie di assenza per infortunio, numero di giornate medie di assenza per malattia.
Tenendo conto di questi parametri per la fascia dei lavoratori tra 56 e 63 anni, escono fuori 108 mansioni “gravose” relative a 26 classi professionali divise in due blocchi: il primo presenta tutti e 3 gli indici sopra la media, il secondo 2 indici su 3. I lavoratori che in base a questi criteri rientrerebbero nella categoria dei “gravosi” sono quasi mezzo milione. Ma non tutti potranno chiedere l’Ape, perché occorrerà sempre avere 36 anni di contributi. All’elenco Inail si sono aggiunte anche altre due liste Inps che comprendono tutte quelle mansioni gravose affini alle 15 coperte dall’Ape sociale ma fin qui escluse, quelle che Damiano ha definito “mansioni siamesi”. Tra queste compaiono, appunto, gli operatori socio sanitari, i conducenti di bus e tram, gli insegnanti delle elementari, i portantini, i forestali e i magazzinieri.
LE ALTRE PROPOSTE
La commissione ha presentato anche altre proposte per estendere l’Ape sociale, come quella di far scendere a 30 anni di contributi il requisito per gli edili, togliere l’attesa di 3 mesi dopo la Naspi, norme di vantaggio per donne, lavori notturni e disoccupati di lunga durata. Spetterà al governo, ora, decidere quali di queste proposte accettare e quali nuove categorie di mansioni gravose includere, in funzione anche dei fondi da stanziare.