San Valentino recupera le antiche fontane

La prima è stata inaugurata domenica. Il sindaco: «Occorrono finanziamenti per gli altri restauri»
SAN VALENTINO. È stata una festa che ha coinvolto tutto il borgo l’inaugurazione della fontana di Frajnibbele a San Valentino in Abruzzo citeriore. Il sindaco Antonio D’Angelo e gli amministratori hanno tagliato il nastro, in una domenica delle Palme assolata, e apposto una targa storica all’antica fonte da poco restaurata. Nelle vicinanze, è stato piantumato un albero di ulivo, simbolo di pace e prosperità. Alla cerimonia erano presenti gli abitanti della omonima contrada Frajnibbele, i familiari di Rosina Orsini, nata nel borgo e scomparsa da tempo a cui è dedicata la fontana, e il parroco, don Rocco D’Orazio, che ha benedetto «il luogo di socializzazione e incontro per i sanvalentinesi», come hanno detto il sindaco e l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Petrilli. «Il nostro obiettivo è dichiarare “patrimonio storico” tutte le fontane di San Valentino. Siamo nella fase di censimento e progettazione di recupero», afferma il sindaco. E lancia un appello alla Regione: «Occorrono finanziamenti per restaurarle tutte e restituire il patrimonio alla comunità». Intanto, i lavori per recuperare la fontana di Frajnibbele (fra le nebbie o il nibbio, il significato attribuito al nome della fontana dai residenti della contrada) sono costati 3.500 euro di fondi comunali. «La comunità ci ha chiesto a gran voce di ripararla e l’amministrazione ha avviato un percorso per rimetterle a nuovo tutte. Abbiamo ripristinato il flusso d’acqua e l’abbiamo arricchita di una scultura dello scalpellino Silvino Di Giambattista», rivela D’Angelo supportato nell’operazione dall’assessore Petrilli che dichiara: «Il prossimo obiettivo sarà l’ex lavatoio situato vicino la fontana della Venere Giulia, nella piazza principale del paese. Frajnibbele è un pezzo di storia di San Valentino, un luogo di incontro e socializzazione che rinasce a nuova vita anche grazie al lavoro dello scalpellino Silvino che ha realizzato la vaschetta in pietra raffigurante lo stemma comunale. Il recupero è costato 3.500 euro di fondi comunali a cui seguirà, previa conferma del finanziamento da parte del ministero della Cultura, il recupero dell’ex lavatoio, che auspichiamo».
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