Sanità, 1.500 pensionati sfilano a Pescara

Arrivano con 26 pullman anche dal resto della regione. Il Pd raccoglie firme per garantire le cure ai 120mila che rinunciano
PESCARA. L’Abruzzo si mobilita, Pescara si tinge dei colori della protesta. Oggi sono attesi in 1.500 tra lavoratori, pensionati e semplici cittadini per una manifestazione che grida forte: “Sos sanità Abruzzo”. Un corteo imponente, con 26 autobus provenienti dalla vicina Chieti e dal resto della regione, per dare voce al malcontento crescente di una popolazione che denuncia lo sgretolamento del diritto alla salute. L’iniziativa, promossa da Cgil, Cisl e Uil insieme alle rispettive sigle pensionistiche Spi Cgil Abruzzo Molise, Fnp Cisl Abruzzo Molise e Uilp Uil Abruzzo, muove da una situazione sanitaria che ha visto un progressivo deteriorarsi dei servizi e un imponente aumento dei debiti delle Asl abruzzesi. Le cifre snocciolate dai rappresentanti sindacali sono da brivido: 120mila persone, pari al 9,2% delle famiglie abruzzesi, non riescono più ad accedere alle cure e la regione è precipitata all’ultimo posto in Italia per i livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre è cresciuto in parallelo il disavanzo del bilancio delle quattro Asl con un passivo che sfiora i 128 milioni di euro.
Al grido d’allarme dei sindacati si è unito anche il Partito democratico, in precedenza anche Sinistra italiana - con il segretario di circolo di Pescara Enrico Di Ciano - aveva espresso il proprio sostegno alla manifestazione. Ieri i dem hanno presentato l’avvio di una campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge - presentata in consiglio regionale da Silvio Paolucci - per aumentare fino al 7,5% del Prodotto interno lordo (Pil) la cifra da destinare alla sanità pubblica. In una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il segretario regionale del Pd Abruzzo Daniele Marinelli e i consiglieri regionali Pd Paolucci, Antonio Blasioli e Antonio Di Marco, è stato annunciato il coinvolgimento di tutti i circoli e le articolazioni del partito, per fare in modo che si esca «dalla situazione disastrosa in cui si trova la sanità abruzzese» e indurre la giunta Marsilio a un cambio di rotta. Il riferimento è soprattutto al crollo delle prestazioni, scese da 158.000 del 2018 a 137.000 nel 2023 (dati dell’Agenzia Regionale della Sanità) con punte di oltre il 46% all’ospedale di Ortona, del 44% a Castel di Sangro, del 35 ad Atessa, del 33 a Sulmona, del 30 a Lanciano, del 26 Vasto, del 21 a Tagliacozzo e Avezzano, del 18 all’Aquila, del 15 ad Atri e del 10 a Chieti.
La manifestazione “Sos sanità Abruzzo” inizierà alle ore 9.30 con il raduno in piazza Ovidio, a Pescara, per poi partire mezz’ora più tardi alle ore 10 attraversando viale Pindaro e dirigendosi verso piazza Unione. Sotto la sede istituzionale della Regione, è previsto alle ore 12 il comizio conclusivo con gli interventi dei segretari generali regionali Carmine Ranieri (Cgil), Giovanni Notaro (Cisl) e Michele Lombardo (Uil) e dei segretari di Spi Cgil Abruzzo Molise, Antonio Iovito, Fnp Cisl Abruzzo Molise, Vincenzo Traniello, e Uilp Uil Abruzzo, Alfredo Moschettini. Gli organizzatori prevedono una partecipazione senza precedenti, con i pensionati in prima linea e con la testimonianza diretta di lavoratrici e lavoratori della sanità, degli appalti e degli uffici disabilità che sfileranno per le strade per denunciare l’emergenza sanitaria e prenderanno la parola durante la marcia per raccontare come i tagli abbiano influito sulle loro vite.
«È ora di investire di più nella sanità per garantire cure di qualità a tutti», hanno spiegato Paolucci e Marinelli, «la nostra proposta di legge mira a ottenere più fondi per le assunzioni di medici e personale sanitario e maggiori risorse per prestazioni, servizi, medicinali e presidi medici. Il quadro attuale è sconfortante: il governo Meloni ha previsto per il capitolo salute 134 miliardi di euro per il 2024, pari al 6,12% del Pil, una cifra nettamente insufficiente. In Abruzzo questo significa solo 2,8 miliardi (2.100 euro pro capite), troppo poco per garantire servizi adeguati. Con il 7,5% del Pil», concludono Paolucci e Marinelli, «il Fondo sanitario nazionale salirebbe a 164 miliardi e l’Abruzzo avrebbe 3,4 miliardi (2.600 euro pro capite), un aumento necessario per migliorare la qualità della sanità pubblica. Un provvedimento doveroso».

