Sanità pubblica, i premi per medici e infermieri

L’accordo tra governo e sindacati porta in media 175 euro in più in busta paga Lo fa grazie ad aumenti e a un nuovo sistema di classificazione e per le indennità
Hanno combattuto in prima linea contro il Covid, finalmente per i lavoratori della Sanità pubblica – decine di migliaia solo in Abruzzo – arriva un riconoscimento: il nuovo contratto collettivo nazionale, firmato da governo e sindacati, che aumenta in media di 175 euro ogni busta paga, da quella del medico a quella dell’amministrativo.
Il nuovo contratto, in vigore da subito, porta infatti negli stipendi aumenti, indennità Covid per gli infermieri, ma anche arretrati e valori differenziali legati alle nuove progressioni orizzontali, oltre ad un nuovo sistema degli incarichi. Ma anche novità per il riposo settimanale e la regolamentazione dello smartworking per il personale amministrativo.
LA NUOVA CLASSIFICAZIONE
Innanzitutto il contratto rivede la classificazione del personale e istituisce l’area delle elevate qualificazioni: basi queste, su cui poi si dipanano le novità economiche e gli aumenti in busta paga.
Il nuovo sistema di classificazione del personale è articolato in cinque aree, che corrispondono a cinque differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali: 1-area del personale di supporto; 2-area degli operatori; 3-area degli assistenti; 4-area dei professionisti della salute e dei funzionari; 5-area del personale di elevata qualificazione. Nella nuova area 3 degli assistenti vengono inoltre istituiti due nuovi profili: assistente informatico, nel ruolo tecnico (il personale già inquadrato come “programmatore” acquisisce la nuova denominazione); assistente dell’informazione, nel ruolo professionale. Dal primo gennaio il personale in servizio sarà automaticamente reinquadrato nel nuovo sistema di classificazione.
CRESCE LO STIPENDIO
Come detto, in media gli aumenti in busta paga per il personale della sanità saranno del 7,2%, quindi 175 euro al mese. Buona parte di questo sarà dovuto all’incremento medio degli stipendi di 91 euro medi per 13 mesi e a una rivalutazione dei fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro al mese.
A fronte poi del nuovo sistema di classificazione professionale, spetteranno 13 euro in più al mese per 13 mensilità. E poi ci sono ile nuove indennità a rimpolpare le buste paga.
LE NUOVE INDENNITà
Per quanto riguarda il trattamento economico degli incarichi di funzione del personale dell’area 4 dei professionisti della salute e dei funzionari, l’indennità lorda annuale va da un minimo di quattromila euro a un massimo di 13.500. L’indennità di funzione per gli incarichi professionali di base, per tutti i ruoli del personale dell’area 4, è stabilita in mille euro annui, compresa la tredicesima mensilità. Questo importo può essere incrementato a livello aziendale fino a 300 euro, ma solo se in sede di contrattazione integrativa siano state individuate le relative risorse a copertura nel Fondo incarichi, progressioni economiche e indennità professionali.
Per il personale dell’area 3 degli assistenti, invece, le indennità di funzione vanno dai 930 euro degli incarichi base ai tremila di quelli a complessità elevata. Per il personale dell’area 2 degli operatori si va da un minimo di 700 euro a un massimo di duemila.
Il contratto inoltre istituisce l’indennità di specificità infermieristica, l’indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario e infine una specifica indennità destinata al personale operante nei servizi di pronto soccorso.
IL RIPOSO SETTIMANALE
Disciplinato anche il riposo settimanale, che coincide solitamente con la domenica.
Il numero dei riposi settimanali spettanti a ciascun lavoratore è fissato in 52 all’anno, indipendentemente dall’articolazione dell’orario di lavoro (non sono conteggiate le domeniche ricorrenti durante i periodi di assenza per motivi diversi dalle ferie).
Quando non può essere fruito la domenica, il riposo settimanale deve esserci di norma entro la settimana successiva, in giorno concordato fra il dipendente e responsabile, in base alle esigenze di servizio. Il riposo settimanale non è rinunciabile e non può essere monetizzato.
La festività nazionale e quella del santo patrono coincidenti con la domenica o con il sabato per il personale con orario di lavoro articolato su cinque giorni non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione.

