Sansificio, scatta l’esposto «Puzza tra le nostre case»

La rabbia per il cattivo odore all’origine della denuncia: situazione intollerabile Nasce il comitato Aria Libera che riunisce cittadini da Pescara a Spoltore
PESCARA. Una denuncia sulla puzza del sansificio che «avvolge» Pescara, Spoltore e San Giovanni Teatino, i controlli dell’Arta e della forestale nel capannone senza più vetri di via Torretta e un comitato appena nato contro «le emissioni maleodoranti». L’odore che si avverte continua a restare al centro dell’attenzione. Anche perché quell’esposto ha innescato un’inchiesta che è ancora ferma ai primi passi e cioè a un rapporto dell’Arta che ha eseguito le misurazioni nel sansificio Schiavone, tra la sede dell’Attiva e il depuratore. La denuncia arriva dall’associazione Pescara Punto Zero e dal Forum abruzzese dei movimenti dell’acqua. Proprio dalla sede dell’associazione Pescara Punto Zero, in via Larino, distante poche centinaia di metri dal sansificio, il presidente Massimo Melizzi e gli altri iscritti si sono accorti di «una forte alterazione della qualità dell’aria»: «I forti miasmi maleodoranti», dice l’esposto, «hanno reso intollerabili le assemblee determinandone in alcuni casi l’interruzione». E anche ieri, con la ciminiera spenta, l’odore di sansa si è avvertito nella zona.
Esposto in procura. Finora, l’Arta non ha ravvisato un superamento dei limiti di emissioni dei fumi, ma resta la puzza. Ed è proprio questa percezione che supererebbe la «normale tollerabilità» un aspetto ritenuto decisivo nell’esposto, firmato da Melizzi e dall’attivista del Forum H2o Loredana Di Paola: i denuncianti puntano su un pronunciamento della Corte di Cassazione e dicono che «per stabilire l’entità delle emissioni il mezzo per decidere se queste sono tollerabili o meno è il “naso” del vicino di casa e, ovviamente, la testimonianza diretta delle persone a conoscenza dei fatti, che hanno constatato, con la propria esperienza olfattiva, l’insopportabilità degli olezzi». E, secondo questa impostazione, «scatta il reato anche se l’impianto è a norma di legge». La denuncia prosegue: «Per la condanna penale, è sufficiente che l’asticella delle immissioni superi la “stretta tollerabilità”, senza che sia necessario l’intervento di un perito a verificare l’intollerabilità. Bastano solo le dichiarazioni di quanti, abitanti nelle zone limitrofe, abbiano riferito di non poter più sopportare gli odori molesti». E, sull’esposto, oltre ai due denuncianti, sono citati anche 4 testimoni che possono riferire del «problema».
Comitato cittadini. Ma i possibili testimoni sono sicuramente più di 4 perché, contro la puzza, un gruppo di cittadini si è riunito venerdì sera e ha deciso di fondare il comitato Aria Libera Pescara 2016. Il primo impegno sarà quello di raccogliere firme per chiedere un consiglio comunale straordinario. Anche se finora le dichiarazioni del Comune sono state rassicuranti. Ma le parole del vice sindaco Pd Enzo Del Vecchio e dell’assessore Paola Marchegianisono finite nell’esposto: «Nulla si può per il cattivo odore associato alle fasi di lavorazioni della sansa … perché non esistono parametri limite per stabilire provvedimenti», hanno detto gli amministratori criticando «nasi fantasiosi». Per i denuncianti, «è inesatto asserire che non vi siano strade per intervenire».
Controlli. Melizzi spiega: «Non siamo a Pechino né a Shanghai, crediamo che si possa migliorare a cominciare da azioni di verifica e monitoraggio sugli impianti industriali, per poi interessare anche la mobilità veicolare con provvedimenti di medio lungo periodo, quali il potenziamento dei mezzi pubblici con il ripristino delle corsie preferenziali, e un’azione importante di sensibilizzazione all’uso della bici».
«Scarsa attenzione». Il comitato continua: «Abbiamo ritenuto una misura necessaria e indifferibile organizzarci in comitato per impegnarci direttamente considerata la scarsa attenzione dell’amministrazione alla tutela dell’aria e quindi della salute pubblica», spiega il comitato, promosso da Pescara Punto Zero e dal Forum H20, «da settimane ormai le emissioni maleodoranti del sansificio, sommate dalla pessima qualità dell’aria dovuta sia al traffico veicolare sia agli impianti di riscaldamento, non consentono più di passeggiare per le vie della città, costringendo in alcuni casi all’uso della mascherina».
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