«Santa Caterina, la Regione si è impegnata»
I genitori degli utenti del centro di riabilitazione chiuso: l’assessore ha promesso di intervenire
FRANCAVILLA. I familiari degli utenti del Santa Caterina (istituto di riabilitazione convenzionato con la Asl) confidano nell’impegno preso dalla Regione per risolvere il problema della sospensione, per mancanza di fondi, delle attività di riabilitazione in piscina. Non è caduta nel vuoto la protesta di genitori, utenti e fioterapisti del centro di riabilitazione di Francavilla, che, venerdì mattina, hanno organizzato un sit in a Pescara in via Conte di Ruvo, sotto gli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità. Venerdì, una delegazione ristretta, accompagnata da una rappresentanza sindacale di Cisl e Cgil, si è incontrata con Francesco Menna, della segreteria dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci.
«L’assessore era assente per impegni istituzionali ma siamo stati ricevuti dal segretario Menna, al quale abbiamo spiegato la problematica», spiega Luca Pelliccia, portavoce della delegazione e genitore. «La Asl di Lanciano-Chieti-Vasto ha, di fatto, lasciato i pazienti senza servizio di riabilitazione in acqua, e tutto senza comunicare nulla alle famiglie. Il problema è duplice e investe da una parte gli utenti e dall’altra va a investire il personale addetto alla riabilitazione in piscina».
«Il Santa Caterina di Francavilla, insieme a Vasto», prosegue Pelliccia, «è l’unico centro della provincia di Chieti dotato di piscina per l’idrochinesi terapia. Non possiamo portare i nostri figli a Pescara, perché sia il Paolo VI che il Don Orione sono già al completo. Sappiamo che non è un problema semplice ma è necessario affrontarlo al più presto. La Regione si è impegnata a organizzare un tavolo con la Asl competente, il Santa Caterina, i rappresentanti di utenti, genitori e fisioterapisti, per cercare di trovare insieme una soluzione. La riunione», conclude Pelliccia, «è prevista nella settimana seguente il 5 settembre».
(g.g.)
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