Santavenere contro tutti: adesso parlo io

7 Ottobre 2016

«Blasioli non mi ha mai voluto in giunta, Alessandrini si fa condizionare e Presutti deve dimettersi»

PESCARA. Più che un sasso dalla scarpa, l'ex assessore comunale all'Edilizia e al Patrimonio Sandra Santavenere all'indomani dalla presentazione della nuova giunta si libera di un peso dal cuore. Prima una sferzata al presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli, suo ex alleato nella scorsa campagna elettorale, poi un rimprovero al sindaco Marco Alessandrini «strattonato da giochi di corrente, spifferi e spifferini che lo hanno condizionato sulle scelte» e infine una critica feroce al capogruppo del Pd Marco Presutti «che si dovrebbe dimettere per rispetto di chi lo ha votato».

Santavenere dopo due anni e mezzo all'interno dell'esecutivo, forte di un bagno di voti di 1.083 preferenze al suo debutto in politica, è stata scaricata e sostituita con un esterno. La delega all'edilizia è stata assegnata a Loredana Scotolati, ex dirigente della Provincia e del Comune di Pianella, mentre quella all'urbanistica rimasta in capo al sindaco fin dall'inizio del mondato è stata attribuita al docente di diritto amministrativo Stefano Civitarese.

Ma l'ex assessore non ci sta a rimanere in silenzio, sbattuta fuori dopo le dimissioni da consigliere del Pd date a inizio consiliatura prima di entrare in giunta, e con un colpo di teatro esce di scena sbattendo la porta: «Per due anni sono stata in silenzio, ma adesso parlo io», dice con freddezza durante una conferenza stampa convocata al terzo piano della Regione. «Voglio tornare indietro sui fatti», sottolinea scandendo le parole, «all'indomani del voto ho dovuto fare i conti con atteggiamenti negativi da parte di una persona che non ha mai condiviso la mia scelta di diventare assessore e ha comunque preferito non entrare in giunta, quindi non si è corciato le maniche per iniziare un lavoro difficile».

Il riferimento è alla brusca separazione e alla lite furibonda con il "fidanzato elettorale" Blasioli, dopo una campagna elettorale fianco a fianco, che ha determinato il suo riavvicinamento alla corrente democratica che fa capo al consigliere regionale Donato Di Matteo e all'assessore comunale Giuliano Diodati, entrambi presenti ieri mattina per portarle la loro solidarietà. Con loro anche i consiglieri Di Carlo e Balducci, mentre sono stati citati tra i ringraziamenti il deputato Fusilli e gli assessori Del Vecchio e Marchegiani.

Nel lungo elenco di quanto realizzato compare il centro per le tartarughe marine, realizzato con l'unico finanziamento europeo ottenuto dal Comune, i matrimoni in spiaggia, l'abolizione della commissione edilizia e le tante convenzioni con casa circondariale, tribunale, geometri praticanti e in ultimo quella sul regolamento degli ascensori che approderà in giunta nei prossimi giorni.

«Ho ricevuto centinaia di telefonate e messaggi di affetto», rimarca Sandra Santavenere, «per me è stato difficile spiegare alla gente quanto è accaduto perché non c'è una ratio. Hanno prevalso altre logiche che non sono quelle della meritocrazia e del cambiamento. Il sindaco non ha saputo tutelarmi. Il metodo finora adottato lascia molto a desiderare perché il messaggio che arriva ai cittadini è che il loro volere non conta nulla, i problemi contingenti non sono all'ordine del giorno e chi viene eletto si impegna e ottiene risultati non ha alcun supporto».

Infine, Santavenere lancia un'accusa diretta sia a Presutti sia all'intero Pd: «Non si dovrebbe dimettere da capogruppo perché è un ruolo che non ha mai esercitato visto che dovrebbe essere un collante. Per rispetto nei confronti di chi lo ha votato dovrebbe dimettersi da consigliere. La politica è una cosa alta, i greci ce lo hanno insegnato, si fa in piazza, con la gente e per la gente, mentre questo partito ha dimostrato di agire in altro modo». (y.g.)

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