«Sapevo della radicalizzazione»

Parla la madre dell’attentatore italo-marocchino morto nella capitale inglese
BOLOGNA. Valeria non aveva mai pensato che suo figlio potesse diventare un terrorista. Da sabato sera, però, da quando Youssef Zaghba, l’attentatore italo-marocchino è morto nell’attacco di Londra, ha ripensato agli ultimi mesi del rapporto con quel figlio cresciuto in Marocco, dove anche lei si è trasferita per anni. L’aveva colpita lo sguardo cupo che aveva da qualche tempo, da quando cioè era entrato in contatto con alcune idee dell’Islam radicale che lei, da musulmana, combatte. L’aveva colpita, ovviamente, l’attenzione che la polizia italiana gli dedicava ogni volta che veniva in Italia. Ma l’aveva colpita soprattutto la loro ultima conversazione telefonica, giovedì, due giorni prima dell’attentato. «Una telefonata dolcissima, era stato particolarmente tenero», ha raccontato Valeria Collina che ha deciso di incontrare i giornalisti, sia pure a telecamere spente, nella sua casa di Fagnano, sulle colline bolognesi. La dolcezza di un figlio che vuole salutare la madre, consapevole del fatto che si tratta dell’ultima volta. Valeria Collina si professa profondamente musulmana. «Sono un’italiana musulmana che ama il suo Paese - ha detto - e ciò che è successo è insensato, non posso chiedere perdono a nome dell’Islam, perché l’Islam non è questo». E rivolge un pensiero ai familiari delle vittime. «Attraverso la mia tragedia personale - ha detto - posso capire la loro, ma non ho il coraggio di compararla, è come se in questo momento mi vergognassi di dire che anche io sono una madre, che anche io sto soffrendo». Il pensiero torna così indietro all’episodio di un anno fa, quando Youssef fu fermato all'aeroporto di Bologna, in partenza per Istanbul, da dove voleva raggiungere la Siria. Valeria fu informata dalla polizia e chiese agli agenti di fermarlo. «Quando ha riavuto il passaporto - ha raccontato - io gli ho detto che doveva essere perfetto, fare le cose giuste, non guardare neanche mezza cosa strana su internet». La sua radicalizzazione «è avvenuta in Inghilterra, le ultime volte che l'ho visto l'ho trovato irrigidito: dal suo sguardo ho capito che c'era stata una radicalizzazione delle sue posizioni».

