SASSU, IMMAGINI E POESIA

16 Luglio 2014

Il mecenate Alfredo Paglione dona 100 opere al Museo Universitario di Chieti

«Attraverso le donazioni desidero che la bellezza raggiunga il maggior numero di persone, che riempia i loro occhi e tocchi il loro cuore e gli faccia percepire la luce che c’è sempre oltre il buio».

Questo è il testamento di Alfredo Paglione che si ripeterà anche domani nella sua terra, nel suo Abruzzo amato come un figlio. La nuova donazione toccherà nuovamente il Museo universitario della D’Annunzio di Chieti, già beneficiato nel 2013 da trecentouno opere di artisti vari raffiguranti la tartaruga, in memoria della compianta moglie Teresita Olivares, sorella della moglie di Sassu. Questa volta la donazione è composta da cento opere grafiche del maestro sardo di nascita e milanese di adozione Aligi Sassu. Filo conduttore della mostra e del catalogo che saranno presentati domani alle ore 18 nell’auditorium del Museo Universitario di piazza Trento e Trieste a Chieti, nell’ex casa del fascio vicino alla Villa Comunale, è il legame tra immagine e poesia, che parla di una visione dell'arte di Sassu profonda e sorprendente, e declinata in temi come le "Fantasie d'amore e di guerra dell'Orlando Furioso", le tavole di "Omaggio alla Sardegna" e di "Cavalli e tori", l'illustrazione di "Don Chisciotte della Mancia" di Cervantes, e numerose opere dedicate alsoggetto preferito da Sassu: il cavallo.

Da gallerista a mecenate a promotore culturale, Alfredo Paglione è l’uomo che ha trasformato l’Abruzzo in un museo diffuso dedicato al grande artista. Nato a Tornareccio (Chieti) il 3 marzo 1936 da Ottavio e Maria Cristina Tieri, all’età di 2 anni si trasferisce con la famiglia a Chieti, dove compie gli studi fino alla maturità classica, che ottiene con il massimo dei voti al Liceo G. B. Vico. Nel 1955 si iscrive all’Università di Roma nella facoltà di Geologia. Nel 1960 compie un viaggio di studio per la De Agostini in Colombia, dove conosce Teresita Olivares, violoncellista, che l’anno dopo lo raggiungerà in Italia e nel 1967 diventerà sua moglie.

Nel 1961, trasferitosi a Milano, intraprende diverse attività legate al teatro e all’arte. La passione per l’arte e la conoscenza di numerosi artisti lo spingono ad aprire nel dicembre del 1963 a Milano la Galleria Trentadue, la cui prima sede è in piazza della Repubblica 32. Presto la galleria diventa, e lo sarà nel tempo sempre di più, un punto di riferimento per la pittura figurativa italiana e internazionale. Dopo un triennio di mostre durante il quale consolida il ruolo e la fisionomia della galleria, Paglione ne trasferisce la sede in via Brera 6, a pochi passi dall’Accademia e dalla Pinacoteca. Il nuovo spazio viene inaugurato il 21 novembre 1967 con una grande mostra storica di Mario Mafai. La galleria diventa centro di richiamo per gli intellettuali milanesi e per gli amatori d’arte fino al 2000. Dopo le donazioni al Museo Barbella di Chieti, al Museo Sassu di Atessa, al Palazzo de’ Mayo di Chieti e dopo le opere donate a Castelli, alla chiesa di Sant’Andrea di Pescara e alla Piccola Opera Charitas di Giulianova, le ultime opere donate al Museo Universitario di Chieti portano a oltre cinquecento i capolavori di Aligi Sassu in esposizione in Abruzzo. (l.d.f)

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