Savini all’Anpi: «Non mi dimetto»

1 Febbraio 2020

Il consigliere della Lega: massimo rispetto per qualsiasi tragedia

PENNE. Il consigliere comunale Camillo Savini risponde alle accuse ricevute dall’Anpi, e rimanda al mittente le richieste di dimissioni dopo che, nei giorni scorsi, aveva espresso la sua opinione sulla cittadinanza onoraria al Liliana Segre. «Al rappresentante dell’Anpi chiedo di rileggersi quanto ho dichiarato al posto di fare attacchi personali e fuori luogo», dichiara Savini, «essendo una persona coerente e democratica, ho fatto presente che mi sarei astenuto personalmente dal voto, e non di votare contro come l’Anpi ha ingiustamente riportato. Ho detto anche di avere il massimo rispetto e stima per la Segre, così come per quello che rappresenta la Giornata della memoria, come gli oltre cento milioni di morti che ha fatto il comunismo. Dati oggettivi, con milioni di persone morte nei gulag dove c’erano anche ebrei. Di questo si dovrebbe avere anche il coraggio di parlare. Sono il primo a scagliarmi contro coloro che fanno scritte e minacce, e sono il primo a condannare gli autori di gesti vergognosi, come quelli fatti sulle lapidi o in ricorrenza del 10 febbraio, giorno del ricordo delle foibe, altra grave tragedia che alcune frange politiche e antidemocratiche vorrebbero ancora negare. Per quanto riguarda l'intitolazione della via alla principessa Mafalda di Savoia», conclude Savini, «è una mia iniziativa che porterò all’attenzione dell’amministrazione comunale».(f.bel.)